Giovedì 29 Gennaio 2026

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Minneapolis, i giudici provano a fermare l'Ice. Noem rischia l’impeachment

Lo «Zar dei confini» Tom Homan sostituirà la segretaria della Sicurezza interna in Minnesota. Gregory Bovino rimosso dal ruolo di «comandante con pieni poteri» della Polizia di Frontiera

27 Gennaio 2026, 19:20

28 Gennaio 2026, 07:00

Minneapolis, i giudici provano a fermare l'Ice. Noem rischia l’impeachment

Riuscirà Tom Homan a realizzare la de-escalation a Minneapolis, dopo le tensioni delle ultime settimane? È ancora difficile dare una risposta. Di sicuro, l’amministrazione Trump ha voluto dare un duplice segnale, cercando di riannodare i rapporti con il governatore del Minnesota, Tim Walz.

Il primo segnale: Homan, definito lo «Zar dei confini», sostituirà in Minnesota la segretaria della Sicurezza interna, Kristi Noem, incapace di gestire – e di frenare – la violenza di Stato ad opera dell’Ice e del Border Patrol (in questo mese i poliziotti mascherati hanno ucciso Renee Good e Alex Pretti). Il secondo segnale: Homan, considerato da Donald Trump un «duro ma giusto», tenterà di riportare la calma in una città che ha dovuto fare i conti con le scorribande delle forze di polizia impegnate nell’operazione «Metro surge», volta al contrasto all’immigrazione illegale, tra lo sdegno e le proteste della popolazione.

Sullo sfondo lo scontro tra la magistratura e la Casa Bianca con le prime teste che iniziano a cadere e altre che potrebbero andare incontro alla stessa sorte a breve. Gregory Bovino è stato rimosso dal ruolo di «comandante con pieni poteri» della Polizia di Frontiera. Una presenza disastrosa quella di Bovino a Minneapolis. L’esuberante poliziotto rientrerà in California, a El Centro. Un viaggio di ritorno che anticipa il pensionamento, come riferito da The Atlantic che ha citato alcune fonti del Dipartimento per la Sicurezza interna. Potrebbe uscire di scena anche Kristi Noem. I democratici hanno riferito di essere pronti ad avviare un’indagine sulla segretaria alla Sicurezza interna. L’obiettivo è avviare una procedura di impeachment nei suoi confronti. La deputata Laura Gillen ha detto che Noem deve essere immediatamente messa sotto accusa, perché si è «concentrata sul caos e sull’autopromozione, ha indebolito le forze dell’ordine locali e ha alimentato di conseguenza la violenza».

Nel frattempo il giudice del Minnesota, Patrick Schiltz, ha ordinato al direttore ad interim dell’«Immigration and Customs Enforcement» (Ice), Todd Lyons, di comparire di persona in tribunale venerdì prossimo, minacciando un procedimento per oltraggio alla corte per la mancata esecuzione di numerosi ordini giudiziari. Nel provvedimento d’urgenza depositato lunedì sera, il giudice Schiltz ha affermato che «la pazienza della Corte è esaurita» e ha accusato l’Ice di aver ripetutamente ignorato le disposizioni che impongono di assegnare le udienze per la concessione della libertà su cauzione in favore dei migranti detenuti nell’area di Minneapolis. Il giudice ha riconosciuto la «straordinarietà» della convocazione del capo dell’Ice, osservando che «la portata delle violazioni degli ordini del tribunale da parte dell’Ice è altrettanto straordinaria con misure meno severe che sono state tentate senza successo».

L’invio di migliaia di agenti in Minnesota ha scatenato un’ondata di ricorsi da parte dei migranti e critiche da parte dei giudici locali, soprattutto per i trasferimenti di detenuti in centri distanti anche migliaia di chilometri. Le violenze di Minneapolis hanno provocato un’ondata di indignazione. Sam Altman, co-fondatore di OpenAI, non ha usato giri di parole. In un messaggio inviato sulla piattaforma aziendale interna ha scritto: «Quello che sta succedendo con Ice sta andando troppo oltre. Amo gli Stati Uniti e i suoi valori di democrazia e libertà e sosterrò il Paese in ogni modo possibile; lo farà anche OpenAI. Ma amare il Paese significa anche avere il dovere americano di contrastare gli eccessi. Quello che sta succedendo con l’Ice sta andando troppo oltre. C’è una grande differenza tra l’espulsione di criminali violenti e quello che sta succedendo ora e dobbiamo fare la distinzione giusta».

Anche gli avvocati esprimono preoccupazione con l’American Bar Association in testa. «La nostra nazione – si legge in un comunicato stampa - è in difficoltà. La gente piange la perdita di due vite per mano degli agenti dell'immigrazione a Minneapolis. Questo livello di violenza non è normale. L’American Bar Association sottolinea la necessità di un’indagine governativa equa e trasparente sulle morti di Alex Pretti e Renee Good. Oltre alle indagini, in quanto portavoce della professione legale, l’ABA sottolinea gli importanti diritti costituzionali in gioco che devono essere tutelati. Tra questi, la libertà di parola, la libertà di riunione e la libertà di stampa. Lo Stato di diritto è alla base di questi diritti inalienabili».

La Minnesota State Bar Association ha annunciato che collaborerà con la comunità legale per assistere le persone colpite dalle violenze di questi giorni. «Restiamo impegnati – evidenzia l’avvocatura del Minnesota - a favore dello Stato di diritto, dell’accesso alla giustizia e della tutela dei diritti fondamentali».