Intesa internazionale
SUBRAHMANYAM JAISHANKAR MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI DELL’INDIA, KAJA KALLAS ALTO RAPPRESENTANTE DELL'UE PER GLI AFFARI ESTERI
Dopo oltre vent’anni di negoziati, l’accordo tra Unione Europea e India segna una svolta strategica nei rapporti economici e politici tra le due più grandi democrazie del mondo, in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e incertezze economiche globali. L’intesa mira a rafforzare un partenariato considerato chiave, tenendo conto del peso crescente dell’India, oggi quarta economia mondiale e Paese più popoloso.
Uno degli effetti centrali dell’accordo riguarda la riduzione dei dazi doganali e degli oneri amministrativi, che finora hanno limitato l’accesso delle imprese europee al mercato indiano. Attualmente, le esportazioni Ue verso l’India risultano inferiori rispetto ad altri mercati proprio a causa di tariffe molto elevate. Con la nuova intesa, oltre il 90% delle esportazioni europee di beni beneficerà dell’eliminazione o della riduzione dei dazi, con un risparmio stimato fino a 4 miliardi di euro l’anno.
Secondo le stime, l’accordo potrebbe raddoppiare le esportazioni Ue verso l’India, che già oggi sostengono circa 800 mila posti di lavoro in Europa, contribuendo potenzialmente a crearne di nuovi.
Particolarmente rilevanti le concessioni ottenute dall’Ue: l’India offrirà riduzioni tariffarie mai concesse ad altri partner commerciali. I dazi sulle automobili scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, con una quota annua di 250 mila veicoli. Saranno inoltre in gran parte eliminati i dazi fino al 44% sui macchinari, al 22% sui prodotti chimici e all’11% sui farmaceutici.
Un capitolo cruciale riguarda anche i servizi, con un maggiore accesso al mercato indiano in settori strategici come finanza e trasporti marittimi, aprendo nuove opportunità per imprese e professionisti europei, comprese le PMI.
Sul fronte agroalimentare, l’accordo elimina o riduce dazi medi superiori al 36% su molte esportazioni Ue, creando nuove opportunità per gli agricoltori europei. Restano però esclusi dalla liberalizzazione i settori considerati sensibili, come carne bovina, zucchero e riso, a tutela delle produzioni interne.
L’intesa introduce impegni giuridicamente vincolanti sul rispetto dei principi fondamentali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, comprese condizioni di lavoro dignitose, ispezioni e responsabilità sociale delle imprese. Sono inoltre previste disposizioni ispirate alle convenzioni Onu e OIL per promuovere parità di genere ed emancipazione economica delle donne.
Ue e India si impegnano a cooperare su clima e gestione sostenibile delle risorse naturali, lavorando all’attuazione di accordi internazionali come l’Accordo di Parigi, la Convenzione sulla biodiversità e quella sul commercio delle specie protette. Gli impegni su commercio e sviluppo sostenibile saranno applicabili tramite specifici meccanismi di consultazione.
Tutte le importazioni dall’India continueranno a rispettare le rigorose norme europee su salute e sicurezza, senza deroghe. L’accordo include inoltre un capitolo dedicato al commercio digitale, volto a garantire un ambiente prevedibile e sicuro, tutelando consumatori, imprese, privacy e diritto alla regolamentazione pubblica.
L’intesa rafforza la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, includendo marchi, copyright, segreti commerciali e varietà vegetali. In caso di controversie, un meccanismo di risoluzione vincolante, basato su una lista predefinita di esperti, consentirà decisioni rapide, trasparenti e applicabili, anche tramite la sospensione di concessioni. È prevista inoltre la mediazione, per accelerare ulteriormente le soluzioni.