Sabato 31 Gennaio 2026

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Il caso

Milano, il poliziotto che ha ucciso un 20enne è indagato per omicidio volontario. Il legale: «Legittima difesa»

L’indagine è un atto dovuto per garantire le tutele difensive dell’agente coinvolto. L'agente: «Mi ha puntato contro un’arma»

27 Gennaio 2026, 09:04

Milano, il poliziotto che ha ucciso un 20enne è indagato per omicidio volontario. Il legale: «Legittima difesa»

Milano, ragazzo nordafricano ucciso da un agente durante operazione antidroga

È stato aperto un fascicolo d’indagine per omicidio volontario a Milano in relazione alla sparatoria avvenuta ieri, lunedì, nel quartiere Rogoredo, durante un’operazione antidroga conclusasi con la morte di un giovane. La contestazione, riferiscono fonti legali, costituisce un atto dovuto finalizzato a consentire all’agente di polizia coinvolto di esercitare pienamente le proprie garanzie difensive.

Il poliziotto, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, è stato ascoltato dai pubblici ministeri. Nel corso dell’audizione avrebbe riferito di aver intimato l’alt al giovane pronunciando le parole «fermo polizia» e di aver reagito solo dopo che l’uomo avrebbe estratto un’arma puntandogliela contro, circostanza che lo avrebbe indotto a estrarre la pistola di ordinanza e a fare fuoco. La vittima, di origine nordafricana, risulta già nota alle forze dell’ordine.

Sulla natura dell’arma impugnata dal giovane – che, secondo quanto emerso successivamente, sarebbe stata una riproduzione a salve – è intervenuto il legale dell’agente. Contattato da LaPresse, Porciani ha sottolineato: «Alle sei di sera, quando fa già buio, come fai a sapere se è a salve o no? Uno si gioca la vita. Se non è questo il caso della legittima difesa, allora ditemi qual è».