Martedì 03 Febbraio 2026

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Repressione politica

Iran, Teheran chiude alla clemenza: «Processi rapidi e punizioni esemplari»

Il capo della magistratura Ejei annuncia il massimo rigore contro i manifestanti. Ong denunciano arresti di massa e confessioni forzate.

26 Gennaio 2026, 07:39

Iran, Teheran chiude alla clemenza: «Processi rapidi e punizioni esemplari»

"Nessuna clemenza" da Teheran per i manifestanti che in queste settimane hanno protestato. Ad assicurarlo è il capo del potere giudiziario iraniano Gholamhossein Mohseni Ejei citato dall’agenzia irani

«Nessuna clemenza». È il messaggio netto che arriva da Iran dopo settimane di proteste che hanno scosso il Paese. A scandirlo è stato il capo del potere giudiziario iraniano Gholamhossein Mohseni Ejei, citato dall’agenzia ufficiale Mizan, annunciando processi “nel più breve tempo possibile” per i manifestanti arrestati e punizioni severe per chi sarà riconosciuto colpevole.

Secondo Ejei, la linea scelta dalla magistratura risponde a una presunta richiesta popolare. «Il popolo chiede giustamente che gli imputati e i principali istigatori delle rivolte e degli atti terroristici e violenti siano giudicati al più presto», ha dichiarato, promettendo il massimo rigore nelle indagini e nei procedimenti giudiziari.

Il capo della giustizia ha ribadito che «la giustizia implica giudicare e punire senza la minima clemenza i criminali che hanno preso le armi e ucciso delle persone, o che hanno commesso incendi dolosi, distruzioni e massacri». Parole che confermano la strategia di tolleranza zero adottata dalle autorità iraniane nei confronti del movimento di protesta.

Un quadro che, secondo numerose organizzazioni per la difesa dei diritti umani, desta forte preoccupazione. Le Ong parlano di migliaia, se non decine di migliaia di arresti, effettuati nel corso delle manifestazioni che, all’inizio di gennaio, avrebbero causato migliaia di morti in tutto il Paese. Numeri che, se confermati, delineano uno degli episodi repressivi più duri degli ultimi anni nella Repubblica islamica.

Ulteriori timori sono stati alimentati dal comportamento della magistratura stessa. Durante le proteste, la televisione di Stato iraniana ha trasmesso diversi video che mostravano Mohseni Ejei mentre interrogava personalmente i manifestanti arrestati. Immagini che, secondo i difensori dei diritti umani, rafforzano il sospetto del ricorso a confessioni forzate, pratica più volte denunciata in passato da organismi internazionali.