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Forum globale

Trump firma il Board of Peace: ultimatum a Hamas e rivendicazioni a Davos

Al World Economic Forum il presidente Usa lancia il nuovo organismo internazionale, parla di Gaza, Ucraina e Nato. Merz: «Bene lo stop alle minacce sulla Groenlandia»

22 Gennaio 2026, 12:00

Trump firma il Board of Peace: ultimatum a Hamas e rivendicazioni a Davos

DONALD TRUMP PRESIDENTE USA A DAVOS

Con una cerimonia solenne e fortemente simbolica, Donald Trump ha chiuso il suo intervento al Forum economico mondiale di Davos firmando il trattato istitutivo del nuovo Board of Peace. Dopo il discorso, i leader presenti hanno siglato il documento uno alla volta, sedendosi ai lati del presidente americano e stringendogli la mano, in una scena attentamente coreografata dalla Casa Bianca.

Nel suo intervento, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito una linea durissima nei confronti di Hamas, lanciando un ultimatum senza sfumature: «Devono deporre le loro armi e se non lo fanno sarà la loro fine», ha dichiarato, accusando i miliziani di «essere nati con i fucili in mano».

Presentando ufficialmente il Board of Peace, Trump ha affermato che con la sua istituzione «abbiamo la pace in Medio Oriente», sostenendo di aver già «messo fine a sette guerre» e annunciando che «un’altra finirà molto presto», in riferimento al conflitto in Ucraina. «Stiamo facendo molti progressi nei colloqui di pace», ha aggiunto, osservando che quella guerra «si pensava fosse facile da chiudere, ma si è dimostrata più difficile».

Nel passaggio dedicato a Gaza, Trump ha assicurato che la ricostruzione dell’enclave palestinese «sarà qualcosa di grandioso» e ha esortato Hamas a restituire «le spoglie dell’ultimo ostaggio israeliano ancora trattenuto».

Il presidente americano ha poi allargato il discorso al quadro geopolitico globale, rivendicando il ruolo svolto nei confronti dell’NATO: «Ho portato tutti i membri della Nato a rispettare la soglia del 2% del Pil per la difesa», ha affermato, indicando però un’eccezione. «Non so che problema abbiano gli spagnoli, vogliono scroccare, ci devo parlare», ha aggiunto.

Trump ha parlato anche del Venezuela, sostenendo che il popolo sarebbe «molto felice» per la rimozione di Nicolás Maduro, e annunciando che il Paese viene ora «aperto ai colossi petroliferi», escludendo però «una seconda ondata di attacchi».

Sul fronte europeo, dal palco di Davos è arrivata la reazione del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha salutato positivamente il cambio di tono di Washington sulla Groenlandia: «Questa è la giusta direzione», ha affermato, sottolineando che «ogni minaccia di acquisire un territorio europeo con la forza sarebbe inaccettabile».

Merz ha però messo in guardia anche sul piano economico: «Nuovi dazi minerebbero le fondamenta delle relazioni transatlantiche». Allo stesso tempo ha riconosciuto come positivo il fatto che gli Stati Uniti «stiano prendendo seriamente la minaccia posta dalla Russia all’Artico», ribadendo l’impegno degli alleati Nato a «proteggere insieme Danimarca, Groenlandia e il Nord da ogni possibile minaccia».