Martedì 20 Gennaio 2026

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«La pace non è più una priorità». Trump insiste sulla Groenlandia

Niente Nobel niente impegno per fermare la guerra, dice il presidente americano. Pronta la risposta dell'Unione europea ai dazi

19 Gennaio 2026, 19:47

Trump

Territorio a lungo dimenticato, poco considerato e relegato a trafiletti di cronaca o servizi “esotici”, la Groenlandia è arrivata ad occupare quotidianamente i primi piani dei notiziari da quando Donald Trump si è insediato per la seconda volta alla Casa Bianca, esattamente un anno fa, ed ha palesato le sue mire espansionistiche.

Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che l’isola artica «è necessaria per la sicurezza nazionale», e non ha escluso l’uso della forza per entrarne in possesso. «La pace non è più la priorità». È quanto ha scritto Trump in una lettera inviata al Ministro di Stato norvegese, Jonas Gahr Støre. Il presidente degli Stati Uniti ha lamentato la mancata assegnazione del Nobel nonostante abbia risolto numerosi conflitti e, dato che il su impegno per la pace non è stato apprezzato, questa non è più una priorità per Trump.

«Caro Jonas: considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 Guerre IN PIÙ - inizia la missiva - non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla Pace, sebbene sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è giusto e appropriato per gli Stati Uniti d'America - prosegue Trump - La Danimarca non può proteggere quella terra (la Groenlandia, ndr) dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un "diritto di proprietà"? Non ci sono documenti scritti, solo che una nave è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo delle navi che sono sbarcate lì. Ho fatto più per la NATO di chiunque altro dalla sua fondazione, e ora la NATO dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia. Grazie! Presidente DJT».

La lettera è stata inviata dal presidente degli Stati Uniti come risposta ad un appello alla de-escalation ricevuto dal premier norvegese e dal presidente della Finlandia, Alexander Stubb. «Posso confermare che questo è un messaggio che ho ricevuto ieri pomeriggio dal Presidente Trump. È arrivato in risposta a un breve messaggio da me inviato al Presidente Trump lo stesso giorno, a nome mio e del Presidente della Finlandia Alexander Stubb- ha affermato Støre - Nel nostro messaggio a Trump abbiamo espresso la nostra opposizione ai suoi annunciati aumenti dei dazi contro Norvegia, Finlandia e altri Paesi. Abbiamo sottolineato la necessità di una de-escalation e proposto una conversazione telefonica tra Trump, Stubb e me lo stesso giorno. La risposta di Trump è arrivata poco dopo l'invio del messaggio. È stata sua la decisione di condividere il suo messaggio con gli altri leader della NATO - prosegue il premier norveges - La posizione della Norvegia sulla Groenlandia è chiara. La Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca e la Norvegia sostiene pienamente il Regno di Danimarca su questo tema. Sosteniamo inoltre che la NATO stia adottando misure responsabili per rafforzare la sicurezza e la stabilità nell’Artico. Per quanto riguarda il Premio Nobel per la Pace, ho spiegato chiaramente, anche al presidente Trump, ciò che è ben noto: il premio viene assegnato da un Comitato Nobel indipendente e non dal governo norvegese».

La Norvegia è, insieme alla Finlandia, uno degli otto Paesi che hanno inviato truppe in Groenlandia nell’ambito della missione Arctic Endurance, pensata per aumentare la presenza militare europea sull’isola dopo che Trump ha dichiarato negli scorsi giorni che la difesa della Groenlandia era affidata a «due slitte trainate dai cani». Mossa che ha sorpreso e indispettito Trump. «L'Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l’Ucraina - ha detto il presidente americano in un’intervista alla Nbc - perché, francamente, vedete come è andata. È su questo che l’Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia». E come risposta all’invio di truppe europee Trump ha promesso l’imposizione di dazi punitivi ai Paesi che hanno mandato militari sull’isola. «Lo farò, al 100%», ha ribadito durante l’intervista.

Interrogato sul fatto se sia disposto anche a ricorrere alla forza per acquisire la Groenlandia, Trump ha risposto con un laconico «no comment». Prima di concludere l’intervista il presidente degli Stati Uniti è tornato a polemizzare sulla mancata assegnazione del Nobel, sostenendo che «Norvegia lo controlla eccome (il comitato del Nobel, ndr), anche se dicono il contrario. Sostengono di non avere nulla a che fare con la decisione, ma decidono tutto loro».

Le minacce di dazi, che hanno penalizzato le borse europee, «non sono accettabili come mezzo per affrontare tali questioni - ha tuonato il Commissario europeo all’economia Valdis Dombrovskis - L'Ue rimane solidale con la Danimarca, la Groenlandia e i loro popoli, e per il principio di rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati membri dell'Ue, che riguarda anche la Groenlandia». Per rispondere alle minacce di Trump l’Ue ha rispolverato il «bazooka», pacchetto di contro-dazi dal valore di circa 93 miliardi di euro da applicare sulle importazioni dagli Stati Uniti, studiato a seguito della prima ondata di dazi trumpiani ma mai applicato.

Il vice portavoce capo della Commissione Europea Olof Gill, ha detto che sono in corso «intense consultazioni tra i leader dell’Ue», ma «la priorità è interagire» ed «evitare una escalation» nei rapporti con Washington. Se però i dazi minacciati dagli Usa dovessero essere effettivamente imposti, l’Ue «ha strumenti a sua disposizione ed è preparata a reagire, se necessario».  Il forum di Davos, iniziato oggi e che durerà fino a venerdì, potrebbe essere una cornice adatta per trovare un accordo anche se l’assenza della Danimarca, che ha disertato a causa dell’affaire groenlandese, non è un’ottima premessa.