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Contenzioso tech

Musk contro OpenAI, chiesto maxi risarcimento fino a 109 miliardi

Il fondatore accusa l’azienda di ChatGPT di guadagni illeciti e tradimento della missione no-profit. OpenAI replica: «Documenti travisati»

19 Gennaio 2026, 08:02

Musk contro OpenAI, chiesto maxi risarcimento fino a 109 miliardi

Si alza ulteriormente il livello dello scontro giudiziario tra Elon Musk e OpenAI. Il fondatore di Tesla e SpaceX ha chiesto un risarcimento fino a 109,4 miliardi di dollari, accusando l’azienda sviluppatrice di ChatGPT di aver realizzato guadagni illeciti sfruttando il suo iniziale supporto in qualità di co-fondatore.

Nei documenti depositati ieri presso un tribunale della California, gli avvocati di Musk richiamano una perizia tecnica nell’ambito della controversia legale in corso dal 2024. Secondo la tesi dell’imprenditore, sarebbe stato illegittimamente privato del valore del proprio investimento e del ruolo svolto nella fase di avvio della società.

La stima economica è centrale nel ricorso. L’esperto consultato dal team legale di Musk sostiene che il miliardario sudafricano abbia contribuito con 38 milioni di dollari al finanziamento iniziale di OpenAI, oltre ad aver messo a disposizione contatti strategici nel settore e competenze tecniche determinanti. Sulla base di questi elementi, la perizia attribuisce a Musk il diritto a una quota del valore attuale dell’azienda, stimato tra 65,5 e 109,43 miliardi di dollari.

Al centro dello scontro c’è anche la missione originaria di OpenAI. Musk ribadisce che l’organizzazione, da lui co-fondata nel 2015 come realtà no-profit, avrebbe progressivamente abbandonato l’obiettivo di garantire che la ricerca sull’intelligenza artificiale fosse orientata al beneficio dell’umanità. Secondo l’accusa, OpenAI oggi servirebbe prevalentemente gli interessi di Microsoft.

La replica di OpenAI è netta. In un comunicato ufficiale l’azienda respinge le accuse e afferma che Musk avrebbe «gravemente travisato» i documenti prodotti in giudizio. Per la società, si tratta della quarta denuncia presentata dall’imprenditore e l’ennesimo tentativo di ostacolare e ritardare il lavoro di OpenAI.

Secondo la versione dell’azienda, l’iniziativa giudiziaria avrebbe anche una valenza competitiva: un’azione funzionale ad avvantaggiare xAI, la società fondata da Musk nel 2023, il cui chatbot Grok compete direttamente con ChatGPT nel mercato globale dell’intelligenza artificiale generativa.