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Esteri

Orgoglio danese: «La Groenlandia non è in vendita»

Nielsen risponde a Trump: «Scegliamo la Danimarca, scegliamo la Nato e scegliamo l'Unione Europea»

15 Gennaio 2026, 09:17

Orgoglio danese: «La Groenlandia non è in vendita»

Groenlandia

La sicurezza degli Stati Uniti, secondo il presidente, Donald Trump, è legata doppio filo all’isola artica. «Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale - ha scritto Trump in un post su Truth - è vitale per il Golden Dome (sistema di difesa missilistica multilivello progettato per proteggere gli Stati Uniti da missili balistici intercontinentali e altre minacce aeree, ndr) che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe farci da apripista per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non accadrà!». E aggiunge che «militarmente, senza l’enorme potere degli Stati Uniti, gran parte del quale ho costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un livello nuovo e ancora più elevato, la Nato non sarebbe una forza o un deterrente efficace, nemmeno lontanamente! Lo sanno loro, e lo so anch’io - prosegue il post - La Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti. Qualsiasi cosa di meno è inaccettabile. Grazie per l’attenzione a questa questione! Presidente DJT».

Commentando poi una notizia, risalente allo scorso anno, secondo cui l’intelligence danese ha lanciato l’allarme sugli obiettivi militari russi e cinesi verso la Groenlandia e l’Artico ha scritto: «Dite alla Danimarca di mandarli via di qui, subito! Due slitte trainate da cani non basteranno! Solo gli Stati Uniti possono farlo!».

Di diverso avviso il premier groenlandese Jens Frederick Nielsen che ieri ha dichiarato che «la Groenlandia non vuole essere di proprietà degli Stati Uniti, la Groenlandia non vuole essere governata dagli Stati Uniti, la Groenlandia non farà parte degli Stati Uniti. Scegliamo la Groenlandia che conosciamo oggi, che fa parte del regno di Danimarca. Ora ci troviamo di fronte a una crisi geopolitica, se dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca qui e ora, scegliamo la Danimarca, scegliamo la Nato, scegliamo il regno di Danimarca, scegliamo l'UE».

La dichiarazione di Nielsen non è stata presa bene da Trump. «Questo sarà un grosso problema per lui», ha detto il presidente degli Stati Uniti.

Ieri il segretario di Stato americano, Marco Rubio, e il vice presidente, JD Vance, hanno incontrato a Washington i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, in un vertice, durato 50 minuti, definito di «massima delicatezza» dopo le recenti dichiarazioni di Trump, tornato a evocare l’acquisto, o la possibile annessione dell’isola artica tramite l’uso della forza. Secondo un membro del corpo diplomatico dell’Unione Europea, citato da Politico, la posizione espressa da Copenhagen e Nuuk è netta: «La Groenlandia non è in vendita, punto».

Nonostante le ripetute smentite, i funzionari coinvolti nei preparativi non escludono che la Casa Bianca possa aprire i colloqui con una nuova offerta di acquisto, già definita «irrispettosa» da Nielsen.

Per ottenere il controllo dell’isola Trump ha invocato anche l’aiuto dell’Alleanza Atlantica; infatti, secondo il presidente statunitense, la Nato dovrebbe convincere la Danimarca a cedere «immediatamente» la Groenlandia, in quanto allo stato attuale le difese dell’isola sarebbero costituite solo da «due slitte trainate dai cani». In risposta alle parole del presidente degli Stati Uniti il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, ha comunicato che il Regno di Danimarca aumenterà la propria presenza militare sull’isola. «L'obiettivo è addestrare le forze armate per le operazioni nelle condizioni uniche dell’Artico e rafforzare la presenza dell’Alleanza nell’Artico, a vantaggio della sicurezza sia europea che transatlantica», ha detto Poulsen. Anche la Svezia, su richiesta della Danimarca, «Alcuni ufficiali delle forze armate svedesi arrivano oggi in Groenlandia. Fanno parte di un gruppo proveniente da diversi Paesi alleati - ha reso noto ieri il premier svedese, Ulf Kristersson, in un post su X - Insieme prepareranno le prossime fasi dell’esercitazione danese Operation Arctic Endurance».

I piani espansionistici di Trump però trovano resistenza anche all’interno degli Stati Uniti. I deputati democratici al Congresso hanno infatti presentato diverse mozioni per fermare il tentativo di annessione di un territorio di un Paese alleato e membro della Nato, trovando l’appoggio anche da parte dei repubblicani. La senatrice repubblicana dell’Alaska, Lisa Murkowski, che in passato ha assunto posizioni contrarie a Trump, è la cofirmataria, insieme a Jeanne Shaheen, capogruppo democratica dalla commissione Esteri, della risoluzione chiamata "Nato Unity Protection Act", l’atto per la protezione dell’unità della Nato.

Qualora venisse approvata, la legge vieterebbe l’uso di fondi del dipartimento alla Difesa e di Stato per bloccare, occupare, annettere o imporre in altro modo il controllo sul territorio sovrano di un alleato della Nato. Alla Camera, invece, il deputato repubblicano Don Bacon si è unito alla minoranza democratica per presentare una misura analoga, il No Funds for Nato Invasion Act, per bloccare preventivamente l’eventuale uso di fondi per usare la forza militare per acquisire la Groenlandia.

«La sola idea che l’America potrebbe usare le nostre vaste risorse contro nostri alleati è profondamente inquietante e deve essere interamente rigettata dal Congresso», ha dichiarato Murkowski.