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Esteri

Caso Epstein, i Clinton sfidano il Congresso: rifiutata la testimonianza

Bill e Hillary Clinton non si presentano davanti alla commissione di Vigilanza: «Citazioni non valide, ci difenderemo con forza»

14 Gennaio 2026, 10:55

Caso Epstein, i Clinton sfidano il Congresso: rifiutata la testimonianza

I Clinton

Bill Clinton e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione di Vigilanza della Camera dei rappresentanti che indaga sui legami del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Una scelta che apre ora lo scontro diretto con il presidente della commissione, il repubblicano James Comer, pronto ad avviare una procedura per oltraggio al Congresso.

«Abbiamo visto e sopportato abbastanza»

In una lunga lettera indirizzata a Comer e ottenuta dal New York Times, i Clinton spiegano le ragioni del loro no: «Ogni persona deve decidere quando ha visto o sopportato abbastanza ed è pronta a combattere per questo Paese, i suoi principi e la sua gente, a prescindere dalle conseguenze. Per noi, ora è arrivato quel momento».

Secondo i coniugi, le citazioni a comparire sarebbero «non valide e legalmente inapplicabili». Nella missiva ricordano inoltre di aver già fornito dichiarazioni giurate alla commissione, analoghe a quelle rese da altri ex funzionari che poi sono stati esonerati dall’audizione in presenza.

«Ci difenderemo con forza»

Bill e Hillary Clinton sostengono di non essere a conoscenza di informazioni rilevanti per l’indagine e accusano Comer di voler avviare un procedimento «letteralmente concepito per portare alla nostra incarcerazione». «Ci difenderemo con forza», ribadiscono, respingendo ogni sospetto di coinvolgimento illecito.

Il rischio di incriminazione

Dopo settimane di braccio di ferro, Comer aveva fissato per martedì 13 gennaio la data di comparizione di Bill Clinton e per mercoledì 14 quella di Hillary Clinton. Alla mancata presentazione, il deputato repubblicano ha reagito annunciando l’avvio di una procedura per oltraggio al Congresso: «Nessuno sta accusando i Clinton di aver commesso reati. Abbiamo solo delle domande», ha dichiarato ai giornalisti, aggiungendo che «chiunque ammetterebbe che hanno trascorso molto tempo insieme» con Epstein.

L’amicizia con Epstein

L’ex presidente non è mai stato incriminato in relazione al caso Epstein, ma la sua amicizia con il finanziere negli anni ’90 e nei primi anni 2000 è ampiamente documentata in atti e testimonianze emerse negli ultimi mesi. Su questo rapporto si concentra ora l’offensiva repubblicana, nel tentativo di ricostruire l’intera rete di relazioni del finanziere.

Epstein fu arrestato nel 2019 con accuse federali di traffico sessuale e cospirazione e si suicidò in carcere a New York prima dell’inizio del processo, lasciando aperti molti interrogativi che ancora oggi alimentano lo scontro politico a Washington.