Tensioni Usa
DONALD TRUMP PRESIDENTE USA
Deboli, lenti e incapaci di sostenere l’agenda della Casa Bianca. È con parole durissime che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è rivolto ai procuratori federali ricevuti la scorsa settimana nel suo ufficio. Un incontro che, nelle intenzioni iniziali, doveva avere un carattere puramente formale si è invece trasformato in uno scontro frontale.
Alla riunione, organizzata dalla ministra della Giustizia Pam Bondi, hanno partecipato decine di avvocati a capo degli uffici dei procuratori in tutto il Paese. Dopo le presentazioni di rito, Trump ha abbandonato ogni formalità accusando i presenti di essere inefficaci e di ostacolare il lavoro del Dipartimento di Giustizia, guidato da Bondi e dal suo vice Todd Blanche.
Nel corso dell’incontro, il presidente avrebbe espresso apertamente il proprio malcontento per il fatto che il Dipartimento non abbia ancora avviato un’azione giudiziaria contro uno dei suoi principali avversari politici, il senatore democratico Adam Schiff, arrivando a dire di sentirsi tradito dall’apparato giudiziario federale.
Il giorno successivo allo scontro, è arrivata la notizia dell’apertura di un’indagine nei confronti del governatore della Federal Reserve Jerome Powell, da tempo nel mirino di Trump per il rifiuto di abbassare i tassi di interesse come richiesto dalla Casa Bianca.
A formalizzare l’inchiesta è stata Jeanine Pirro, ex volto di Fox News e nominata nel maggio scorso da Trump procuratrice per il distretto di Columbia. Pirro, presente all’evento alla Casa Bianca, ha spiegato sui social che le citazioni in giudizio nei confronti del capo della Fed sono partite dopo il mancato riscontro a diverse richieste di informazioni.
«Niente di tutto questo sarebbe accaduto se avessero replicato», ha scritto Pirro, aggiungendo che «questo ufficio prende decisioni in base al merito, niente di più e niente di meno».