Venerdì 09 Gennaio 2026

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Minneapolis, cronaca di un’esecuzione annunciata

Rabbia e dolore dopo la morte della 37enne Renee Nicole Good per mano degli agenti dell'Ice, dispiegati in Minnesota nell'ambito delle operazioni contro i migranti irregolari

08 Gennaio 2026, 17:35

09 Gennaio 2026, 07:52

Minneapolis

Una donna di 37 anni, Renee Nicole Good, cittadina americana madre di tre figli, è stata raggiunta e uccisa da diversi colpi d’arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata da un agente dell’Immigration and Custom Enforcement (ICE), agenzia federale creata a seguito dell’11 settembre per garantire l’applicazione delle leggi sull’immigrazione e perseguire i crimini transnazionali.

L’episodio è avvenuto ieri in un sobborgo di Minneapolis, capitale dello stato del Minnesota, alle 10:25 ora locale, durante una protesta pacifica dei residenti contro i raid dell’ICE nella zona. I video circolati online, e divenuti subito virali, mostrano la donna intenta a bloccare il passaggio di alcuni veicoli dell’agenzia federale durante un'operazione per la deportazione di immigrati irregolari.

Quando due agenti si avvicinano alla portiera, intimando a Good di scendere dal veicolo, mentre un terzo fa il giro della macchina, la donna tenta di allontanarsi e nella manovra rischia di investire il terzo agente, che estrae immediatamente la pistola ed esplode un primo colpo attraverso il parabrezza in direzione della donna, e altri due quando ormai si trova a fianco del veicolo. La macchina quindi accelera e termina la sua corsa schiantandosi contro le auto parcheggiate pochi metri più avanti. Altri video mostrano gli agenti dell’ICE circondare la macchina su cui viaggiava Good e impedire le operazioni di primo soccorso. A seguito dell’incidente la folla ha iniziato a lanciare palle di neve contro i mezzi e gli agenti dell’ICE che hanno risposto usando proiettili al peperoncino per disperdere i manifestanti.

Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, nel corso della conferenza stampa seguita all’incidente ha detto di essere «a conoscenza di una sparatoria che ha coinvolto un agente dell’ICE all’incrocio tra 34th Street e Portland. La presenza degli agenti federali per l’immigrazione sta causando caos nella nostra città. Chiediamo all’Ice di lasciare immediatamente la città». «Siamo fermi e solidali con le nostre comunità di immigrati e rifugiati» ha poi aggiunto Frey, che ha accusato l’agente di aver «sparato in modo sconsiderato», respingendo l’ipotesi della legittima difesa, già smentita dalla polizia di Minneapolis, e bollandola come «stronzata».

Di avviso opposto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in un post sul suo social Truth ha espresso solidarietà all’agente dell’ICE. «La donna che urlava era, ovviamente, un'agitatrice professionista - si legge nel post - e la donna alla guida dell'auto era molto disordinata, ostruiva e opponeva resistenza, poi ha investito violentemente, volontariamente e brutalmente l'agente dell'ICE - prosegue - che sembra averle sparato per legittima difesa. In base alla clip allegata, è difficile credere che sia vivo, ma ora si sta riprendendo in ospedale», anche se nel video si vede chiaramente che l’agente è rimasto in piedi e illeso. Trump ha aggiunto che «il motivo per cui questi incidenti si verificano è perché la Sinistra Radicale minaccia, aggredisce e prende di mira quotidianamente i nostri agenti delle forze dell'ordine e gli agenti dell'ICE».

Anche la segretaria per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, ha giustificato l’operato degli agenti. «È chiaro che questo individuo stava molestando e ostruendo le operazioni di applicazione della legge - ha dichiarato Noem da Minneapolis, dove si è recata nel pomeriggio di mercoledì - il nostro agente ha seguito l’addestramento e ha fatto esattamente ciò che gli è stato insegnato per difendere se stesso e i suoi colleghi». Noem ha poi dichiarato che il ritiro dell’ICE da Minneapolis è fuori discussione e che l’agenzia continuerà il suo lavoro in città.

Di parere opposto il Governatore del Minnesota, Tim Walz. «Non abbiamo bisogno di ulteriore aiuto da parte del governo federale - ha detto Walz in conferenza stampa - Donald Trump e Kristi Noem, avete fatto abbastanza». In risposta all’incidente è stato attivato lo State Emergency Operations Center, e Walz ha «emesso un ordine di avvertimento per preparare la guardia nazionale e queste truppe della guardia nazionale sono le nostre truppe della guardia nazionale, sono maestri, proprietari di negozi e professionisti delle costruzioni delle nostre comunità. Sono cittadini del Minnesota».

Nelle scorse settimane il governo federale ha dispiegato circa 2mila agenti dell’ICE tra Minneapolis e Saint Paul come risposta alle accuse di frode previdenziale ai danni dello Stato che sarebbe stata perpetrata, secondo le accuse di uno youtuber conservatore, da membri della comunità somala tramite la gestione di asili nido. Trump ha definito «spazzatura» la comunità somala e ha trattenuto i fondi federali per l’assistenza all’infanzia destinati al Minnesota.