Giovedì 08 Gennaio 2026

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Assalto a Capitol Hill, Maga in piazza per celebrare l'anniversario. E la Casa Bianca riscrive la storia del 6 gennaio 2021

Cinque anni dopo l'attacco al Campidoglio, spunta un nuovo sito ufficiale che riporta la "versione di Trump" su quelle ore drammatiche: "Tutta colpa dei dem"

07 Gennaio 2026, 15:48

08 Gennaio 2026, 08:14

Assalto a Capitol Hill, Maga in piazza per celebrare l'anniversario. E la Casa Bianca riscrive la storia del 6 gennaio 2021

Diverse decine di sostenitori di Donald Trump si sono riuniti a Washington per ricordare il quinto anniversario dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. I manifestanti della galassia MAGA hanno affermato di voler commemorare la memoria dei loro "martiri" e hanno invitato al contempo il governo ad agire contro l’opposizione democratica.

Tra loro, sotto il cielo grigio e freddo della capitale americana, c'era anche Tami Jackson che è arrivata dal Texas per "ricordare coloro che sono morti quel giorno e celebrare il ritorno dei ragazzi", come suo marito Brian, presente al suo fianco, condannato per violenza contro un agente di polizia il 6 gennaio 2021 e poi graziato da Donald Trump un anno fa.
Tami Jackson indossa una maglietta in omaggio ad Ashli Babbitt. Brian e altri sostenitori di Trump definiscono "martire" questa assalitrice del Campidoglio, uccisa da un poliziotto mentre cercava di arrampicarsi attraverso una finestra verso gli uffici di Nancy Pelosi, allora presidente della Camera dei Rappresentanti. La memoria di quel giorno che ha scosso la democrazia americana si è radicata al centro del movimento Maga di Donald Trump, che fin dal primo giorno del suo ritorno al potere ha graziato circa 1.250 persone condannate per quei fatti, presentandole come vittime di una giustizia politica e controllata dai democratici.


I manifestanti chiedono a loro volta procedimenti giudiziari contro gli eletti democratici. Uno dei cartelli esposti chiede l’arresto di Nancy Pelosi, figura particolarmente odiata dalla destra radicale. Il raduno si è svolto anche su iniziativa di Enrique Tarrio, ex leader dei Proud Boys, condannato nel 2023 a 22 anni di carcere per sedizione, la pena più severa inflitta per l’assalto al Campidoglio, e anch’egli successivamente graziato da Donald Trump. Intervistato dall’Afp Tarrio ha detto di essere "ancora più orgoglioso" oggi di essere membro dei Proud Boys, "perché siamo stati graziati" : "Siamo qui, il nostro gruppo dirigente è tornato, al lavoro", ha affermato, spiegando che alcuni membri del movimento potrebbero candidarsi alle elezioni. I manifestanti, riuniti davanti alla Casa Bianca, dove Donald Trump aveva pronunciato un discorso il 6 gennaio 2021, si sono poi diretti verso il Campidoglio, ripercorrendo il tragitto seguito dagli assalitori cinque anni prima. Quel giorno, migliaia di persone, avevano preso d’assalto il Campidoglio nel tentativo di impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali del 2020, che il tycoon ha sempre definito "truccate". In totale, 174 agenti di polizia rimasero feriti.

La Casa Bianca intanto ha lanciato un nuovo sito web ufficiale dedicato ai fatti del 6 gennaio, riscrivendo la storia di quelle drammatiche ore e attribuendone tutte le responsabilità ai democratici. La pagina riprende le posizioni del presidente, definendo l'assalto una "marcia pacifica" e accusando la Capitol Police di "escalation delle tensioni". Secondo il sito, "i democratici hanno magistralmente ribaltato la realtà, etichettando come 'insurrezionisti' cittadini patriottici e presentando l'evento come un tentativo di colpo di Stato orchestrato da Trump". La pagina prende inoltre le difese dei manifestanti graziati da Trump, sostenendo che "sono stati presi di mira ingiustamente, accusati eccessivamente e usati come esempio politico", e critica figure come Mike Pence e Nancy Pelosi, all’epoca presidente della Camera, di cui giganteggia una foto sulla pagina web.

Sarebbe stata proprio lei a svelare, secondo il sito, le falle della sicurezza che portarono a un epilogo tragico, con quattro morti. Le manifestazioni, secondo questa versione, iniziarono in modo pacifico dopo il discorso con cui Donald Trump aveva invitato "i patrioti a far sentire la propria voce" prima della ratifica dell’elezione di Joe Biden a presidente. Fu la polizia del Campidoglio "con le sue tattiche incoerenti e provocatorie" a trasformare "una manifestazione pacifica in caos". Gli agenti spararono "gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro la folla di manifestanti pacifici", ferirono diverse persone e fecero "deliberatamente montare la tensione". E mentre questo accadeva, il presidente Trump chiese ai suoi sostenitori di "tornare a casa in pace", scrive la Casa Bianca, indicando due orari diversi in cui Trump aveva twittato, senza pubblicare i testi dei messaggi. E di fatto omettendo che passarono molte ore prima che Trump accettasse di chiamare davvero alla fine agli scontri.

A riprova della ricostruzione trumpiana di quanto accadde, la Casa Bianca cita "i filmati catturati dalla figlia di Nancy Pelosi" in cui la speaker della Camera dice furiosa: "Mi assumo la responsabilità" di quanto sta accadendo e chiede ripetutamente di sapere perché la sicurezza fosse così inadeguata, quando Trump "aveva offerto 10mila soldati". Fino a quando la "veterana dell’aeronautica militare e disarmata sostenitrice di Trump Ashli Babbitt fu colpita a morte". Su di lei "non è stata trovata nessuna arma su di lei, e non rappresentava una minaccia". E poi la sequenza del "silenzio del vicepresidente Mike Pence", che si rifiutò di non ratificare l’elezione di Trump, e la certificazione della vittoria di Biden. E ancora, nei giorni successi, l’oscuramento di Trump dai più importanti social media e gli arresti di massa dei dimostranti violenti, vittime del sistema secondo l’ufficio del Presidente.

Il sito ha subito suscitato critiche tra i Democratici e anche tra alcuni Repubblicani. La minoranza democratica ha denunciato la pagina come "propaganda" e un tentativo di sminuire la portata delle violenze del 6 gennaio. Secondo la deputata Jamie Raskin, il sito "rimarca la grande menzogna" ignorando il fatto che centinaia di manifestanti sono stati condannati per crimini violenti, tra cui aggressioni e complotti contro agenti dell'Fbi.