Mercoledì 07 Gennaio 2026

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Medio Oriente

Rafah verso la riapertura: valico aperto in entrambe le direzioni

Fonte egiziana: via libera all’inizio della prossima settimana. Ruolo centrale della missione Ue, controlli israeliani a distanza

05 Gennaio 2026, 11:01

Rafah verso la riapertura: valico aperto in entrambe le direzioni

Aiuti umanitari in attesa al valico di Rafah

Il valico di Rafah, principale punto di accesso tra la Striscia di Gaza e il mondo esterno, è destinato a riaprire in entrambe le direzioni all’inizio della prossima settimana. A riferirlo è una fonte di sicurezza egiziana, secondo cui Israele ha deciso di consentire il rientro di coloro che avevano lasciato l’enclave palestinese nei mesi scorsi.

Secondo l’informatore, le forze europee della missione civile dell’Unione Europea torneranno a svolgere un ruolo centrale nella gestione del valico e sono già arrivate in Israele, pronte per il dispiegamento operativo. Un ritorno significativo, che segna una nuova fase nella gestione di Rafah dopo mesi di chiusura quasi totale.

Sul fronte dei controlli, la fonte ha spiegato che le ispezioni israeliane sui palestinesi in uscita da Gaza avverranno a distanza, attraverso un sistema informatico, mentre chi entrerà nella Striscia sarà sottoposto a perquisizioni fisiche da parte delle autorità israeliane. Resta comunque Israele a detenere l’ultima parola sui tempi e sull’effettiva operatività del valico, anche se – viene sottolineato – le recenti pressioni statunitensi hanno accelerato la decisione.

La riapertura di Rafah rientra nell’accordo di cessate il fuoco siglato tra Israele e Hamas, e arriva dopo l’incontro della scorsa settimana tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il valico, unico punto di passaggio di Gaza non controllato direttamente da Israele, era rimasto quasi completamente chiuso da maggio 2024, quando l’esercito israeliano aveva occupato il lato palestinese della frontiera. Da allora, solo i valichi di Zikim, Kerem Shalom e Kissufim erano stati parzialmente aperti, esclusivamente per l’ingresso di aiuti umanitari sottoposti a ispezioni israeliane.

Le restrizioni sono rimaste in vigore fino al 10 ottobre, data di entrata in vigore del cessate il fuoco, che ha consentito una graduale riapertura di alcuni passaggi per merci e assistenza umanitaria. Ora Rafah torna al centro della scena come tassello chiave della seconda fase del piano di pace promosso da Trump per la Striscia di Gaza: una fase che prevede il mantenimento della tregua, il ritiro completo delle truppe israeliane, il disarmo delle milizie palestinesi, l’avvio della ricostruzione dell’enclave devastata e la nascita di un governo di transizione.