Lunedì 05 Gennaio 2026

×

Dopo l’attacco

Venezuela nel caos, tre scenari possibili

Dopo l’intervento Usa e l’annuncio della cattura di Maduro, tra vuoto di potere, transizione costituzionale e rischio militare

03 Gennaio 2026, 14:48

Venezuela nel caos, tre scenari possibili

Sostenitori del presidente venezuelano Nicolás Maduro a Caracas

C’è grande incertezza su ciò che potrà accadere in Venezuela dopo l’intervento americano e l’annuncio, da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, della cattura del presidente Nicolás Maduro insieme alla moglie Cilia Flores. Una notizia che ha scosso il Paese e la comunità internazionale, aprendo una fase di profonda instabilità politica e istituzionale.

Secondo quanto prevede la Costituzione venezuelana, in caso di “assenza assoluta” del capo dello Stato, i poteri dovrebbero passare alla vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez. È stata lei a chiedere pubblicamente a Trump di fornire prove che Maduro e la first lady siano in vita, denunciando che il governo non sa dove si trovino. Una richiesta che evidenzia il vuoto informativo e istituzionale che si è creato nelle ore successive all’operazione americana.

Lo scenario costituzionale: elezioni entro 30 giorni

Il primo scenario, almeno sul piano formale, è quello del rispetto del dettato costituzionale. L’articolo 233 della Carta venezuelana stabilisce che, in caso di assenza definitiva del presidente, la vicepresidente assuma temporaneamente il potere e convochi elezioni entro 30 giorni. Il presidente eletto resterebbe poi in carica per un mandato completo di sei anni. Una soluzione che garantirebbe continuità istituzionale, ma che appare fragile in un contesto segnato da fortissime tensioni interne e internazionali.

Il crollo del regime e l’opposizione

Il secondo scenario ipotizza invece un rapido collasso del regime chavista, con dimissioni o fuga dei principali dirigenti. In questo caso, l’opposizione vede un’occasione storica. Da tempo considera Maduro un presidente illegittimo e sostiene che il vero vincitore delle elezioni del 2024 sia Edmundo González Urrutia, oggi in esilio in Spagna. Accademico e diplomatico di lungo corso, González è appoggiato dall’attivista democratica María Corina Machado, Premio Nobel per la Pace, che ha parlato apertamente di una “transizione ordinata e pacifica”. Machado ha anche sostenuto che una larga parte delle forze di polizia e delle forze armate sarebbe pronta a seguire la nuova leadership una volta avviata la transizione.

Il rischio di una presa di potere militare

Un terzo scenario, più inquietante, è quello di una presa di potere militare. Il ministro della Difesa Vladimir Padrino López ha dichiarato che il Venezuela si opporrà a qualsiasi presenza di truppe straniere nel Paese, definendo l’intervento americano “il più grande oltraggio” mai subito dalla nazione. In un contesto di forte polarizzazione, l’ipotesi di una giunta militare o di una gestione emergenziale del potere non può essere esclusa.

Le reazioni internazionali

Sul piano internazionale, le reazioni sono state immediate. La Russia ha chiesto chiarimenti urgenti sulla sorte di Maduro, parlando di estrema preoccupazione. Hezbollah ha definito l’attacco statunitense un’“aggressione terrorista” e una grave violazione della sovranità venezuelana. Intanto dagli Stati Uniti è arrivata la conferma dell’incriminazione di Maduro e Cilia Flores presso il tribunale federale di New York per narcoterrorismo e traffico di droga, con la procuratrice generale Pam Bondi che ha promesso un processo sul suolo americano.