Allarme internazionale
Una notte di paura ha scosso Caracas, dove intorno alle 2 del mattino di sabato, ora locale, sono state udite almeno sette esplosioni accompagnate dal sorvolo di aerei a bassa quota. Le deflagrazioni sono state avvertite in diversi quartieri della capitale venezuelana e in alcuni casi sono state visibili anche a distanza, spingendo numerosi residenti a riversarsi in strada.
Il governo del Venezuela ha accusato apertamente gli Stati Uniti di aver attaccato infrastrutture civili e militari in varie aree del Paese. Al momento, però, da Washington non è arrivata alcuna conferma ufficiale né una presa di posizione pubblica.
Secondo Caracas, l’episodio si inserirebbe in un quadro di crescente tensione con l’amministrazione del presidente Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva disposto operazioni militari contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga nelle acque della regione.
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha ribadito che gli Stati Uniti mirerebbero a forzare un cambio di governo e ad ottenere l’accesso alle vaste riserve petrolifere del Paese. Solo venerdì, tuttavia, Caracas si era detta disponibile ad avviare un dialogo con Washington per un accordo congiunto contro il narcotraffico.
A lanciare un allarme immediato è stato il presidente colombiano Gustavo Petro, che su X ha scritto: «In questo momento stanno bombardando Caracas. Allertate tutti, hanno attaccato il Venezuela. Bombardano con missili. L’Oas e l’Onu devono incontrarsi immediatamente».
Il riferimento è all’Organizzazione degli Stati Americani e all’Organizzazione delle Nazioni Unite, chiamate a un possibile intervento diplomatico urgente.
Anche l’Italia monitora con attenzione l’evolversi degli eventi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che la Farnesina ha attivato l’Unità di crisi e che la situazione viene seguita in stretto raccordo con la rappresentanza diplomatica a Caracas, con particolare attenzione alla comunità italiana. «Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è costantemente informata», ha assicurato Tajani.