Venerdì 02 Gennaio 2026

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Inizia l’era Mamdani, Ramzi Kassem è il consigliere legale del sindaco di New York

L’avvocato è vicino alla causa pro-Pal e in passato ha assistito un terrorista di Al-Qaeda

02 Gennaio 2026, 17:59

Zohran Mamdani e Ramzi Kassem

Con il giuramento di due giorni fa è iniziata ufficialmente l’era di Zohran Mamdani alla guida della città di New York. Nel suo discorso di insediamento il sindaco ha sottolineato che ciascuno degli 8 milioni e mezzo di newyorkesi è importante, perché chiamato a migliorare una città «senza eguali al mondo». Mamdani ha promesso di rendere New York una megalopoli più accogliente per tutti, dove i più ricchi dovranno contribuire maggiormente in base alle loro capacità contributive. «Risponderemo – ha annunciato Mamdani – a tutti i newyorkesi, non a qualche miliardario o oligarca che pensa di poter comprare la nostra democrazia».

Per realizzare il programma presentato agli elettori a novembre, il sindaco ha deciso di affidarsi a diverse professionalità, alcune delle quali hanno già suscitato perplessità e polemiche. Fra i professionisti che affiancheranno Mamdani ci sarà anche l’avvocato Ramzi Kassem, consulente per le questioni legali del sindaco con un occhio di riguardo verso le politiche dell’immigrazione. Su quest’ultimo aspetto si preannunciano tensioni con l’amministrazione Trump, che ha dichiarato un anno fa il pugno di ferro contro chi si trova sul suolo americano clandestinamente.

Quella di Kassem è una figura, seppur di altissimo livello – viene considerato uno dei migliori legali della città ed è professore di diritto della Cuny-City University di New York –, anche molto controversa. Il consulente legale di Mamdani è un convinto attivista anti-israeliano e pro-Palestina, con prese di posizione definite dai media “polarizzanti”. L’avvocato siriano-libanese ha difeso qualche anno fa il terrorista di Al-Qaeda, Ahmed al-Darbi, imprigionato a Guantanamo, il quale si dichiarò colpevole nel 2014 di un attentato terroristico avvenuto dodici anni prima in cui fu colpita la petroliera francese MV Limburg, situata al largo della costa dello Yemen. L’attacco provocò la morte di una persona e diversi feriti. Durante la prima amministrazione Trump, nel 2018, al-Darbi è stato trasferito in Arabia Saudita per scontare il resto della pena. Una decisione contestata da Kassem, poiché il suo assistito aveva già sopportato «sedici lunghi e dolorosi anni di prigionia».

Il sindaco Mamdani ha chiarito che la scelta di avvalersi di Ramzi Kassem è avvenuta per «la sua straordinaria esperienza e il suo impegno nel difendere coloro che troppo spesso vengono abbandonati dal nostro sistema legale». «Con lui – ha aggiunto Mamdani – la municipalità di New York sarà più forte e il nostro lavoro per costruire una città più prospera per tutti avrà un potente sostenitore».

Nel curriculum di Kassem spicca l’incarico di consulente senior per le politiche sull’immigrazione nel Consiglio per le politiche interne della Casa Bianca durante l’amministrazione Biden. Inoltre, Kassem ha difeso lo studente palestinese della Columbia, Mahmoud Khalil, arrestato nel 2025 dagli agenti dell’Ice, l’agenzia federale per la sicurezza delle frontiere e l’immigrazione, per aver preso parte alle proteste anti-israeliane nel campus dell’Università newyorkese. Il giovane Khalil è stato rilasciato dall’Immigration customs enforcement nello scorso giugno, ma il procedimento giudiziario non si è ancora concluso. Al termine di un’udienza nel tribunale di New York, a marzo, Kassem ha criticato l’arresto di Khalil. «Quando il governo strappa un residente permanente negli Stati Uniti alla moglie incinta, cittadina statunitense – commentò in quella occasione –, nel cuore della notte e lo trasferisce a mille miglia di distanza, in un tribunale amministrativo, per un’udienza frettolosa davanti a un funzionario che lavora per il beneplacito del presidente Trump, non sorprende che il risultato sia esattamente come il governo lo aveva progettato. Ma nessuno dovrebbe farsi ingannare: tutto questo è motivato dal desiderio di questo governo di mettere a tacere, punire ed espellere Mahmoud per il suo discorso in difesa della vita e dei diritti dei palestinesi».

Ramzi Kassem assume il prestigioso incarico al fianco di Mamdani dopo aver diretto e fondato il Clear (Creating law enforcement accountability and responsibility), organizzazione non-profit istituita nella facoltà di giurisprudenza della Cuny che si occupa di assistenza legale. I media israeliani sottolineano che Clear ha prestato consulenza ad alcuni dei gruppi di attivisti anti-sionisti più intransigenti di New York. «Sono cresciuto in Paesi del Medio Oriente – ha commentato Kassem dopo la nomina – devastati dalla guerra, sotto regimi autoritari, e New York è stata davvero la mia prima casa stabile e permanente. Questa è per me un’opportunità per ripagare quel debito. Ho cercato di ripagare quel debito fin da quando sono arrivato negli Stati Uniti, fin quando sono emigrato qui».

Mamdani e il suo team pensano in grande. «A partire da oggi – ha affermato il sindaco di New York – governeremo con audacia e con ampiezza di vedute. Potremmo non riuscirci sempre. Ma non saremo mai accusati di mancanza di coraggio per averci provato». Anche questo è uno spicchio di sogno americano. La sfida del sindaco della “Grande mela” è stata lanciata. Donald Trump lo aspetta al varco.