Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica a Bologna, spiega che «nel governo ci saranno fibrillazioni» ma «l’unica fibrillazione della quale secondo me Meloni non vuole sentire mai più è quella legata all’amicizia tra Berlusconi e Putin». Sui primi provvedimenti del governo è netto: «il reintegro dei medici no vax è un segnale sbagliato e bruttissimo, è abbastanza scandaloso».
Credo che ci fossero certamente questioni più urgenti da affrontare, a partire dalle bollette dal tentativo di rimettere sotto controllo l’inflazione, che è assolutamente necessario. Ma tra le varie misure mi vorrei concentrare su un punto: il reintegro dei medici no vax è un segnale sbagliato e bruttissimo. Dirò di più. È abbastanza scandaloso. Questo provvedimento non andava preso.
I dati dicono che il covid non è passato, continua a trasformarsi e ad avere tutta una serie di mutazioni e quindi dare quel tipo di segnale è sbagliato. Credo che da un lato Meloni voglia accarezzare una parte di elettorato che ha votato FdI; dall’altro vuole evitare che della tematica si appropri Matteo Salvini, che è un pirata. In terzo luogo c’è un altro elemento cruciale da tenere in considerazione, e cioè che evidentemente queste misure rispecchiano il pensiero di Meloni.
Ci si può proporre di essere severi ma bisogna poi essere efficiente e giusti. Direi giustamente efficienti. Non so se siamo preparati a questo ma certo il rave party di Modena bisognava prenderlo, controllarlo e regolamentarlo. Quando si arriva alla repressione violenta tutti in qualche modo sbagliano e sono contento che questo non sia accaduto. Ma tutti sanno che un governo di destra deve essere autorevole e qualche volta anche autoritario. Speriamo tuttavia che non ci siano eccessi.
Le fibrillazioni, che sono differenze di opinioni qualche volta vere e qualche volta costruite ad arte, continueranno inevitabilmente, ma mi pare che Meloni sia in grado di metterle sotto controllo. L’unica fibrillazione della quale secondo me Meloni non vuole sentire mai più è quella legata all’amicizia tra Berlusconi e Putin. In un governo di coalizione le fibrillazioni sono fisiologiche ma lei ricomporrà i dissensi, anche se chiaramente ne sarà innervosita. Di certo non accuso il destra centro di essere più fibrillante di altri governi. Il vantaggio è che Meloni è paziente e in saldo controllo dell’esecutivo. Per capirci, dopo questo governo non c’è un governo Berlusconi o un governo Salvini.
Diciamo che questo dipende dalle proteste che la sinistra non riesce a incanalare. La destra non avrebbe alcun vantaggio da un ipotetico surriscaldamento del clima. Ma attenzione, Meloni ha detto cose sbagliate sui giovani di destra, perché negli anni di piombo diversi giovani di destra furono picchiatori. Insomma, è meglio che non ricostruisca la storia. Di certo però non è suo interesse alimentare la violenza, visto che di solito questo viene associata al fascismo o al parafascismo.
La risposta è difficilissima perché dipende da chi verrà eletto segretario del Pd e da cosa deciderà di fare Giuseppe Conte. Finora ha alzato molto i toni contro il Pd, ma magari decide che ha raggranellato quello che poteva e che sia sufficiente. La strategia della sopravvivenza direbbe che Pd e M5S devono trovare un accordo ma se entrambi vogliono cercare di umiliare l’altro non si va da nessuna parte. Una parte cospicua del Pd sta cercando di umiliare il M5S, che a sua volta sta emarginando il Pd.
Meloni sa che deve dimostrare di essere relativamente moderata ma anche esigente, perché è pur sempre il capo del governo di un paese importante. Sa che deve dimostrare di non essere antieuropeista ma pronta a ridefinire le politiche europee. Sa che deve comportarsi in maniera piuttosto diplomatica ma anche gli altri devono tenere conto di non essere di fronte a un’europeista della prima ora. Dall’altra parte la accoglieranno con curiosità e sarà un incontro di ricognizione. Immagino ci sia attenzione interessata e non solo pregiudiziale.
Il problema non è l’alleanza di ora con gli Stati Uniti, che lei ha ribadito dicendosi atlantista, come da solco della tradizione politica italiana. Il problema è il futuro. Deve evitare rapporti con i trumpiani, che sono una banda pericolosa. L’intervento che ha fatto alla Niaf è stato buono ma bisogna tenere in considerazione che un’associazione piuttosto di destra. Insomma deve stare attenta a non spostarsi troppo verso quella direzione.