Martedì 10 Marzo 2026

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Da avvocati, toghe e partiti tante riserve sul ddl di Bonafede

Il ministro della giustizia ha aperto a modifiche ma la strada è tutta in salita.

28 Febbraio 2020, 11:02

12 Dicembre 2025, 22:50

Da avvocati, toghe e partiti tante riserve sul ddl di Bonafede

Se si vuol avere un’idea di quanto sia difficile il percorso del ddl penale basta partire dal rapporto della Commissione europea sulla giustizia italiana e scorrere le tre reazioni, inconciliabili, suscitate ieri tra partiti e magistratura. Da una parte i deputati 5 Stelle, che esultano perché il documento di Bruxelles definisce «benvenuta» la riforma della prescrizione.

Dall’altra la nota del responsabile giustizia pd Walter Verini, che smorza gli entuasiasmi dell’alleato e ricorda come il rapporto Ue richiami anche a «garantire tempi certi e durata ragionevole ai processi». Fino al comunicato di Area, la componente progressista della magistratura, che segnala invece la «perplessità» dell’Europa sulle «nuove sanzioni disciplinari per i magistrati in relazione alla mancata osservanza dei termini stabiliti dalla legge per ciascun grado di giudizio». Aspetto che sarebbe il cuore della riforma penale e che le toghe contestano fino a non escludere l’ipotesi clamorosa dello sciopero ( come conferma l’intervista all’ex presidente dell’Anm Pasquale Grasso pubblicata sul Dubbio di oggi, ndr). In sintesi: il ddl penale varato meno di due settimane fa in Consiglio dei ministri divide tutti. È netto il no dell’avvocatura sia sul blocco della prescrizione sia su numerosissimi aspetti del testo presentato dal ministro Bonafede. Cnf, Ocf, Aiga e Unione Camere penali chiedono per esempio di superare le timidezze sui riti alternativi ( da una parte estesi ma dall’altra mortificati dalle preclusioni, relative sia al patteggiamento che all’abbreviato) e di eliminare l’ipotesi del giudice monocratico ( e persino onorario) previsto per molti giudizi d’appello.

Eppure le rappresentanze forensi, diversamente dall’Anm, non si sono sottratte al tavolo convocato a via Arenula dal guardasigilli, e anzi lo hanno sollecitato, per voce di Andrea Mascherin. Bonafede ha mostrato disponibilità a modificare la riforma. Il punto è che l’incombere della protesta dei magistrati, il richiamo di Verini ai deputati 5 Stelle per un «confronto senza strumentalità», la spinta dei grillini in direzione opposta a quella degli avvocati ( «giuste le limitazioni all’appello e il giudice unico», recitava la nota di ieri), prefigurano la paralisi sulla riforma. Con la prescrizione che rischia di restare la sola, inquietante novità del processo penale.