Sabato 14 Marzo 2026

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Il caso

Silvio e Vlad: l’amicizia è più forte di ogni cosa, anche della politica...

La vodka, il lambrusco, la Costa Smeralda… Un’anomalia selvaggia avrebbe detto il filosofo, che mette in serio imbarazzo il governo di Giorgia Meloni, scompagina la maggioranza e stressa la stessa Forza Italia, costretta a sposare la linea politica del suo illustre fondatore

20 Febbraio 2023, 19:51

14 Dicembre 2025, 05:58

Silvio e Vlad: l’amicizia è più forte di ogni cosa, anche della politica...

C’è qualcosa di commovente nell’amicizia che lega Silvio Berlusconi a Vladimir Putin, un vincolo aureo che supera ogni ostacolo, e che sembra trascendere qualsiasi richiamo ideologico, posizionamento geopolitico o il semplice buon senso. Un’anomalia selvaggia avrebbe detto il filosofo, che mette in serio imbarazzo il governo di Giorgia Meloni, scompagina la maggioranza e stressa la stessa Forza Italia, costretta a sposare la linea politica del suo illustre fondatore. Pensate ai mal di testa che saranno venuti al povero ministro Tajani, vera e propria creatura di Berlusconi e capo della nostra diplomazia, che si deve barcamenare tra la fedeltà all’atlantismo degli alleati e gli input russofoni, del capo.

Il paradosso è che all’interno dell’esecutivo è proprio Fratelli d’Italia che prova a tenere ferma la barra del sostegno a Kiev mentre Lega e Forza Italia rimangono nel limbo dello scetticismo se non della aperta ostilità verso Volodymir Zelensky. «Io con quello non ci parlerei mai» aveva tuonato Silvio la scorsa settimana, parole identiche a quelle che va dicendo da un anno il suo caro amico, per il quale in presidente ucraino non è altro che un burattino nelle mani dell’Occidente. Ma è la stessa narrazione putiniana della guerra che viene spostata senza se e senza ma: «Bastava che Zelensky cessasse di attaccare le due Repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe accaduto».

L’affetto che il Cavaliere nutre nei confronti del capo del Cremlino è totale e incondizionato. Gli scambi di regali, le bottiglie di vodka e quelle di lambrusco, il “lettone” donato dal presidente russo poi collaudato nelle notti brave di Arcore, il copripiumino di alta sartoria, le vacanze in Costa Smeralda e nella dacia di Sochi, i selfie con il colbacco e così via sono soltanto il contorno, il gossip giornalistico di un rapporto profondo e inattaccabile che dura da oltre 21 anni. Nacque dalla macerie dell’11 settembre, con la nascita della colazione internazionale contro il terrorismo e al Qaeda, con il sostegno alla “guerra infinita” degli angloamericani che all’epoca conveniva anche a Mosca, bersagliata sul suo fronte dal jihadismo ceceno.

Si sono conosciuti e si sono piaciuti a prima vista; in molti sottolineano i tratti in comune, il culto della personalità, le uscite guascone, lo stile informale e poco avvezzo ai protocolli che esibiscono nell’esercizio del potere, Ma si tratta di una lettura superficiale, in realtà i due uomini hanno un carattere molto diverso, Solare ed espansivo Silvio, ombroso e sornione Vladimir, ed è proprio su questa complementarità che si fonda questa intesa speciale, una coppia che funziona e trova affiatamento nelle differenze.

È probabile che alla veneranda età di 86 anni il padrone di Mediaset veda nel presidente russo lo specchio degli antichi fasti, quando era l’uomo più potente e amato di Italia. Che ha avuto il suo momento più alto nel vertice di Pratica di mare del 2002 quando Mosca e la Nato firmarono addirittura un trattato comune per contrastare il terrorismo internazionale. Giorni memorabili di cui l’amicizia a prova di bomba con Vladimir Putin rimane oggi il residuo più tangibile.