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Carceri

Regina Coeli, i Garanti dopo la visita: «Nel 2025 saltate 554 visite esterne su 1.219 richieste»

Anastasia e Calderone: sanità interna “di tutto rispetto”, ma mancano traduzioni per esami fuori. Affollamento: 764 detenuti su 628 posti regolamentari

26 Febbraio 2026, 09:33

Regina Coeli, i Garanti dopo la visita: «Nel 2025 saltate 554 visite esterne su 1.219 richieste»

Non è la sanità interna il punto più critico, dicono i Garanti: è tutto ciò che sta fuori dal carcere e che, troppo spesso, resta fuori anche per chi avrebbe diritto a cure e controlli. È uno dei passaggi centrali della nota diffusa da Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, e da Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, dopo la visita di monitoraggio svolta martedì 24 febbraio alla Casa circondariale di Roma Regina Coeli.

Visite esterne: 554 non effettuate su 1.219 richieste

Secondo quanto riferito dai Garanti, «nonostante l’assistenza sanitaria interna sia di tutto rispetto, sia per strutture che per personale», resta il problema delle visite specialistiche e degli accertamenti diagnostici da svolgere all’esterno. Il dato indicato è netto: nel 2025, su 1.219 richieste, 554 visite non sono state effettuate, a causa delle difficoltà dell’amministrazione penitenziaria nel garantire le traduzioni presso i presidi sanitari territoriali.

Spazi e trattamento: «Persone chiuse quasi tutta la giornata»

Nel documento Anastasia e Calderone sottolineano anche la carenza di spazi adeguati per la socialità e di attività trattamentali: una situazione che, scrivono, significa tenere le persone «quasi l’intera giornata chiuse in tre o sei per stanza». I Garanti apprezzano la riapertura della settima sezione, in condizioni definite dignitose e dedicata esclusivamente ai nuovi giunti, auspicando che «si mantenga così».

Le sezioni chiuse dopo il crollo e il passaggio “in sicurezza”

La nota ricorda che la sesta e la settima sezione erano state chiuse lo scorso ottobre, dopo il crollo di una porzione di tetto della seconda rotonda, punto di passaggio per raggiungere quelle aree. Oggi il transito è garantito grazie a una copertura in legno temporanea da cantiere, collocata sotto una fitta rete di tubi Innocenti fino al tetto.

Numeri e affollamento: 764 detenuti

Durante la visita i detenuti presenti risultavano 764, a fronte di 628 posti regolamentari. Viene inoltre indicato che i posti non disponibili erano 148, con un tasso di affollamento del 159% su una capienza effettiva di 480 posti.

La visita: colloqui, sezioni, cucina e “ospedale interno”

I Garanti e i loro staff hanno svolto il monitoraggio accompagnati dalla direttrice Claudia Clementi, dal comandante della polizia penitenziaria Francesco Salemi e dalla capo area educativa Elena D’Angelo. La visita è partita dalle aule colloqui (cinque per gli incontri in presenza e due per video colloqui), ha toccato tutte le sezioni e la cucina — dove lavorano 11 detenuti — concludendosi nella “storica” terza sezione dell’edificio, costruito nel 1654 e convertito in carcere tra 1870 e 1890.

Con il responsabile Asl Roma 1 per il carcere, Luigi Persico, la delegazione ha visitato gli ambulatori specialistici, il blocco operatorio e le stanze di degenza del Sai (Servizio assistenza integrata), descritto come un vero e proprio ospedale interno capace di ospitare fino a 78 degenti, incontrando anche la direttrice della Uosd Salute mentale e dipendenze in ambito penale della Asl Roma 1, Adele Di Stefano.