Carcere duro
Il punto, dicono, non è fare polemica. È evitare che un trasferimento massiccio di detenuti sottoposti al 41-bis si trasformi in un problema di sicurezza operativa e di tenuta sanitaria per le carceri e per chi ci lavora. A lanciare l’allarme è la Fns Cisl Sardegna, con il segretario generale Giovanni Villa, che mette l’accento su una questione molto concreta: «Per l’arrivo di altri detenuti al 41bis in Sardegna ci battiamo perché la Polizia penitenziaria abbia risorse, organico, mezzi e reparti ospedalieri».
Villa spiega che nell’Isola ci sarebbe già una presenza significativa di detenuti in regime di carcere duro: «Ne abbiamo già un centinaio, 92 nel carcere sassarese di Bancali e 5 in quello nuorese di Badu ’e Carros». E aggiunge la proiezione legata ai trasferimenti ipotizzati: «Ne sono previsti una cinquantina a Nuoro e altri 92 a Cagliari-Uta… così arriveremmo ad avere in Sardegna il 35-40 per cento del totale nazionale».
Nella lettura del sindacato, il problema non è solo il dato numerico in sé, ma la concentrazione: «Avremmo preferito una suddivisione più omogenea con le altre regioni».
La parte più “tecnica” del ragionamento è anche quella che rende meglio l’idea dell’impatto sul personale. Villa fa un esempio secco, legato alle visite e ai ricoveri: «Per trasportare un detenuto comune a una visita ospedaliera o un ricovero ci vogliono 3 o 4 unità, mentre per un 41bis ce ne vogliono 15».
Da qui la richiesta di rafforzare la rete sanitaria penitenziaria. Secondo quanto riferito dal sindacato, oggi «solo all’ospedale di Sassari c’è un repartino detentivo ospedaliero» e, in caso di necessità, bisognerebbe organizzare trasferimenti verso quella struttura. La proposta è esplicita: uno spazio analogo «dovrebbe esserci anche a Nuoro, Cagliari e Oristano».
Sul piano delle iniziative pubbliche, il 28 febbraio è in programma una manifestazione a Cagliari promossa dalla presidente della Regione Alessandra Todde, con appuntamento in piazza Palazzo.
Villa chiarisce la linea: «Rispettiamo tutte le iniziative, il nostro impegno è che ci siano risorse, organici e strumenti per operare in sicurezza». E conferma la partecipazione sindacale: «Alla manifestazione del 28 parteciperanno anche i sindacati confederali e noi sosterremo la linea della Cisl».
Prima della piazza, però, la questione entra nell’agenda istituzionale. Martedì 24 febbraio il Consiglio regionale della Sardegna discuterà due mozioni – una di maggioranza e una di opposizione – sul previsto trasferimento di 92 detenuti 41-bis nel carcere di Uta.