Mercoledì 11 Febbraio 2026

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Carceri al collasso

Sovraffollamento record in Campania, Poggioreale al 167 per cento

A febbraio 2026 il tasso nazionale è al 138%, in Campania istituti oltre il 150%. Ciambriello chiede misure urgenti e più liberazione anticipata

11 Febbraio 2026, 09:07

Sovraffollamento record in Campania, Poggioreale al 167 per cento

Poggioreale

Il sovraffollamento carceri Campania supera ormai la soglia dell’emergenza e si inserisce in un quadro nazionale sempre più critico. I dati aggiornati a febbraio 2026 fotografano un sistema penitenziario sotto pressione, con un tasso di affollamento in Italia pari al 138,26 per cento: 63.703 detenuti a fronte di 46.074 posti effettivamente disponibili.

Dei 51.271 posti regolamentari complessivi, ben 5.197 risultano non disponibili, segnale di un deterioramento strutturale che incide sulla capienza reale degli istituti. Il dato più estremo si registra a Lucca, dove l’affollamento ha raggiunto il 257 per cento.

Poggioreale simbolo dell’emergenza

In Campania la situazione assume contorni ancora più marcati. L’istituto di Napoli Poggioreale ospita 2.194 detenuti su 1.313 posti disponibili, con un tasso del 167 per cento. Un dato che si intreccia con la carenza di personale: su un organico previsto di 828 unità di polizia penitenziaria, ne mancano 167, pari a una scopertura del 20,17 per cento.

Un quadro che, rapportato a un affollamento reale vicino al 168 per cento, rende evidente la difficoltà di garantire sicurezza interna e condizioni di detenzione adeguate.

I numeri negli altri istituti campani

La criticità non riguarda solo Poggioreale. A Salerno i detenuti sono 611 su 376 posti (162 per cento); a Benevento 396 su 248 (160 per cento); a Sant’Angelo dei Lombardi 194 su 124 (156 per cento); a Santa Maria Capua Vetere 1.035 su 676 (153 per cento).

Seguono Arienzo con il 148 per cento, Ariano Irpino al 140, Avellino al 139, Napoli Secondigliano al 138, Vallo della Lucania al 135 e Aversa al 130 per cento. Fanno eccezione soltanto Lauro, istituto a custodia attenuata per madri, con un tasso del 12 per cento, ed Eboli, al 76 per cento, casi isolati in un contesto regionale definito compromesso.

L’allarme del Garante Samuele Ciambriello

A lanciare l’allarme è Samuele Ciambriello, garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

«Il sovraffollamento, unito alla grave carenza di personale, incide direttamente sulle condizioni di vita delle persone detenute, sulla sicurezza interna e sulle condizioni di lavoro degli operatori penitenziari, rendendo sempre più difficile garantire i diritti fondamentali e la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione», afferma.

Secondo Ciambriello «i dati confermano l’urgenza di interventi deflattivi, la riduzione del ricorso alla carcerazione preventiva, il rafforzamento delle misure alternative, il recupero dei posti non disponibili e un immediato piano di assunzioni per la polizia penitenziaria e per le figure sociosanitarie».

Il garante chiede inoltre un intervento sulla liberazione anticipata: «Serve che passi da 45 a 75 giorni, in termini politici è il minimo sindacale, in termini di dignità politica».

Una crisi strutturale che interroga il sistema

Il sovraffollamento carceri Campania, inserito in un contesto nazionale già oltre la soglia di guardia, riapre il dibattito sulle politiche penitenziarie.

«Senza un cambio di rotta – non nuove carceri ma carceri nuove – il rischio è quello di una crisi permanente del sistema penitenziario campano, con conseguenze gravi sul piano umano, giuridico e sociale», conclude Ciambriello.