Medio Oriente
Narges Mohammadi, attivista iraniana per i diritti umani e vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2023, ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere iraniano dove è detenuta dal mese di dicembre. A renderlo noto è la sua avvocata in Francia, Chirinne Ardakani, che parla di una protesta estrema portata avanti da almeno tre giorni.
Secondo quanto riferito dalla legale, Narges Mohammadi chiede il rispetto di diritti fondamentali: «Sta chiedendo di poter effettuare una telefonata, di avere accesso ai suoi avvocati e di ricevere visite». L’ultima telefonata concessa alla famiglia risalirebbe al 14 dicembre, pochi giorni dopo l’arresto.
La notizia dello sciopero della fame è giunta all’esterno del carcere tramite una detenuta recentemente rilasciata, che avrebbe riferito delle condizioni e delle richieste avanzate dalla Nobel per la Pace. Mohammadi era stata arrestata il 12 dicembre a Mashhad, nel corso di una protesta contro il regime, ed è da allora privata di contatti regolari con i familiari e la difesa.
La vicenda riaccende i riflettori internazionali sulla repressione del dissenso in Iran, in particolare nei confronti delle donne e delle attiviste per i diritti civili. Mohammadi, già più volte incarcerata negli anni scorsi, è considerata una delle voci più autorevoli nella denuncia delle violazioni dei diritti umani, delle condizioni carcerarie e dell’uso sistematico della repressione giudiziaria contro oppositori e manifestanti.