Mercoledì 04 Febbraio 2026

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Carceri europee

Sovraffollamento nelle carceri belghe, il governo valuta il trasferimento dei detenuti in Estonia

Dialogo avviato tra Bruxelles e Tallinn: ipotesi affitto di strutture estoni per detenuti irregolari

02 Febbraio 2026, 08:32

Sovraffollamento nelle carceri belghe, il governo valuta il trasferimento dei detenuti in Estonia

Il sovraffollamento carceri Belgio entra nel dibattito politico europeo con una proposta che guarda oltre i confini nazionali. Il governo di Bruxelles ha infatti avviato un dialogo con l’Estonia per valutare il trasferimento di detenuti in strutture penitenziarie estere, nel tentativo di ridurre la pressione sugli istituti penali del Paese.

A seguire il dossier sono la ministra della Giustizia Annelies Verlinden e la ministra per l’Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt. Le due esponenti dell’esecutivo hanno annunciato una missione ufficiale nello Stato baltico, con una visita di due giorni dedicata al confronto diretto con le autorità estoni sul possibile affitto di posti carcerari.

L’ipotesi allo studio riguarda in particolare la detenzione all’estero di criminali irregolari, considerata una delle opzioni per alleggerire in tempi rapidi una situazione definita critica. Secondo fonti governative, non si tratta di un’idea isolata: in precedenza, infatti, il Belgio aveva già effettuato visite esplorative in Kosovo e Albania, valutando modelli analoghi di cooperazione penitenziaria internazionale.

L’affitto di strutture carcerarie fuori dal territorio nazionale viene indicato come una misura emergenziale, inserita in un pacchetto più ampio di interventi contro il sovraffollamento. Il tema è al centro del confronto politico, anche per le implicazioni giuridiche e umanitarie che comporta la gestione della pena lontano dal Paese di condanna.

La scelta dell’Estonia non è casuale. Il Paese è infatti riconosciuto a livello internazionale per un sistema giudiziario e carcerario altamente digitalizzato, considerato efficiente e all’avanguardia nella gestione amministrativa e tecnologica degli istituti di detenzione. Un modello che il governo belga guarda con interesse, anche in chiave di garanzie procedurali e controllo dei costi.