Tragedia dietro le sbarre
Il carcere di Sollicciano
È morto all’ospedale Careggi il detenuto di 29 anni che domenica 25 gennaio aveva tentato il suicidio nel carcere di Sollicciano, a Firenze, impiccandosi con un lenzuolo. Ricoverato in condizioni disperate dopo i soccorsi, non è sopravvissuto alle conseguenze del gesto.
Il giovane era stato trovato in cella e soccorso dagli agenti della Polizia Penitenziaria, che avevano immediatamente attivato i sanitari. Trasportato d’urgenza in ospedale, era arrivato in condizioni cliniche gravissime. Nelle ore successive è stato monitorato nel reparto specialistico, fino al decesso.
Sulla vicenda interviene l’associazione di volontariato Pantagruel, che segue da anni le condizioni detentive sul territorio. La presidente Fatima Ben Hijji e il vicepresidente Stefano Cecconi parlano di crisi strutturale del sistema. «È il primo suicidio del 2026, ma arriva dopo una lunga sequenza di morti che raccontano un’emergenza strutturale ormai evidente», dichiarano. «Ogni suicidio in carcere è una sconfitta dello Stato e della società».
Dalla ricostruzione emerge che il ventinovenne era stato arrestato il 2 gennaio per un furto in un negozio di articoli sportivi. Dopo la convalida, il giudice aveva applicato la misura dell’obbligo di firma. Il 5 gennaio, secondo quanto riferito, sarebbe stato nuovamente arrestato per resistenza a pubblico ufficiale durante un controllo delle forze dell’ordine. In quell’occasione il Tribunale aveva disposto la custodia cautelare in carcere, con ingresso a Sollicciano.