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Ennesima tragedia

Suicidio nel carcere di Padova, il Pd accusa il governo di violenza istituzionale

Serracchiani e Zan puntano il dito su trasferimenti annunciati a detenuti inseriti in percorsi di reinserimento

29 Gennaio 2026, 11:32

Suicidio nel carcere di Padova, il Pd accusa il governo di violenza istituzionale

Un nuovo suicidio in carcere riaccende il confronto politico sulle condizioni detentive. La scorsa notte un uomo ristretto nel carcere di alta sicurezza di Padova si è tolto la vita. Sul caso intervengono i vertici giustizia e diritti del Partito Democratico, che parlano di responsabilità istituzionali e di scelte amministrative ritenute dannose per i percorsi rieducativi.

In una nota congiunta, Debora Serracchiani, responsabile Giustizia Pd, e Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale dem, affermano: «La scorsa notte un uomo detenuto nel carcere di alta sicurezza di Padova si è tolto la vita e questa è una tragedia frutto di un atto di violenza istituzionale: il governo ha delle gravissime responsabilità».

Secondo i due esponenti politici, nei giorni precedenti sarebbe stato comunicato improvvisamente il trasferimento di 25 detenuti presenti da almeno dieci anni nella struttura, senza indicazioni su tempi e destinazioni. «È stato annunciato all’improvviso, senza trasparenza né spiegazioni, che sarebbero stati trasferiti non si sa dove né quando. Parliamo di persone non più considerate pericolose e tutte inserite da tempo in percorsi di lavoro, formazione e reinserimento», dichiarano.

Nel comunicato si contesta la natura stessa del provvedimento. «Questa non è una misura di sicurezza: è la cancellazione deliberata della funzione rieducativa della pena», sostengono Serracchiani e Zan, secondo cui la decisione avrebbe l’effetto di interrompere attività lavorative, progetti trattamentali e relazioni costruite nel tempo. Viene inoltre richiamato il principio del «divieto di regressione trattamentale», in base al quale — affermano — lo Stato non dovrebbe peggiorare le condizioni detentive né interrompere percorsi rieducativi già avviati e riconosciuti.

La posizione del Pd è netta anche sul piano dei diritti. «Le persone detenute non sono pacchi da spostare: sono titolari di diritti, e quei diritti vengono calpestati», si legge nella dichiarazione, che chiede all’esecutivo chiarimenti e assunzione di responsabilità sulla gestione dei trasferimenti e sulle condizioni interne agli istituti penitenziari.

I due esponenti dem esprimono infine «la più profonda vicinanza» alla famiglia dell’uomo deceduto e il sostegno alle realtà del territorio — cooperative e associazioni — impegnate da anni in progetti di reinserimento all’interno del carcere padovano.