Sabato 14 Febbraio 2026

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Giustizia minorile

Ipm Beccaria, udienze choc: «Violenze di gruppo e isolamento»

Nel procedimento sulle presunte torture a Milano ascoltati due minori in incidente probatorio. Antigone: «De-umanizzazione quotidiana».

26 Gennaio 2026, 08:13

Ipm Beccaria, udienze choc: «Violenze di gruppo e isolamento»

Prosegue a Milano l’incidente probatorio nel procedimento sulle presunte violenze che sarebbero avvenute all’Istituto Penale per Minorenni Beccaria. Nei giorni scorsi si è svolta la quarta udienza, nell’ambito di un fascicolo che vede contestati molteplici reati — tra cui maltrattamenti, violenze, lesioni, falsi e tortura — a 41 indagati che avrebbero ricoperto posizioni apicali e di servizio nell’istituto tra novembre 2021 e marzo 2024. Le persone offese sono 33 ragazzi, molti dei quali minorenni all’epoca dei fatti.

Secondo quanto riferito dall’Associazione Antigone, anche in questa fase emergono criticità legate alla vulnerabilità delle persone offese: «Non tutti i ragazzi sono stati reperiti, non tutti sono assistiti da un difensore e molti di loro permangono in spazi di custodia (Ipm, carcere, Cpr, Rems)». Durante l’udienza sono stati ascoltati due minori in modalità protetta, con Antigone presente come parte offesa.

Le prime quattro audizioni, pur nella specificità di ogni vicenda, delineano — secondo l’associazione — elementi ricorrenti. «Le violenze contestate sarebbero state agite da parte di un gruppo di agenti (e mai in un conflitto a due) che accompagnavano il ragazzo fuori dalla cella e dal reparto, spesso in spazi non ripresi dalle telecamere», si legge nella nota. In diversi episodi, dopo l’azione, il ragazzo «poteva essere tenuto in isolamento per tempi variabili e trasferito successivamente in un altro Ipm».

Gli episodi, raccontano i minori, «partono sempre da piccoli pretesti». Nell’udienza più recente un ragazzo ha riferito di aver chiesto «di poter acquistare una cioccolata calda alla macchinetta», mentre un altro ha raccontato di essere stato «ammanettato a un rubinetto». Il prossimo incidente probatorio è fissato per il 6 febbraio, quando proseguiranno le audizioni protette.

Il quadro che emerge è quello di una vita detentiva segnata dalla de-umanizzazione. «Ogni udienza racconta una quotidianità fatta di somministrazione di farmaci, privazioni, assenza di progettualità, oltre alle drammatiche violenze riferite», sottolinea Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia. Un contesto che, secondo l’associazione, aggrava ulteriormente le condizioni di fragilità dei ragazzi.

Da qui l’appello alle istituzioni. «Ancora una volta — dichiara Patrizio Gonnella — ci appelliamo al Ministro della Giustizia Carlo Nordio affinché il governo, in caso di processo, si costituisca parte civile».