Venerdì 09 Gennaio 2026

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Emergenza infinita

Cremona, detenuto si toglie la vita in cella: primo suicidio del nuovo anno

La denuncia della Uilpa Polizia Penitenziaria: sovraffollamento, carenze di organico e assenza di vertici aggravano l’emergenza

08 Gennaio 2026, 10:54

Cremona, detenuto si toglie la vita in cella: primo suicidio del nuovo anno

Un detenuto italiano di 53 anni si è tolto la vita nel pomeriggio di ieri, impiccandosi all’interno della propria cella nella Casa circondariale di Cremona. Si tratta del primo suicidio in carcere del nuovo anno, dopo che il 2025 si è chiuso con un bilancio drammatico: 78 detenuti morti per suicidio, ai quali si aggiungono due internati nelle Rems e quattro operatori penitenziari che si sono tolti la vita.

A lanciare l’allarme è Uilpa Polizia Penitenziaria, per voce del segretario generale Gennarino De Fazio. «Inizia così dal penitenziario cremonese la tragica conta dei morti di carcere e per carcere del nuovo anno», afferma, parlando di una «scia di morte che, nostro malgrado, attraversa gli anni senza trovare argini compiuti».

Secondo il sindacato, il suicidio si inserisce in un quadro strutturale ormai insostenibile. «Non è solo il sovraffollamento a pesare – spiega De Fazio –: a Cremona ci sono 606 detenuti stipati in 384 posti, con un indice di affollamento del 58% oltre la capienza regolamentare». A questo si aggiunge una grave carenza di personale: «Gli agenti in servizio sono appena 208, quando ne servirebbero almeno 335, con un deficit del 38%».

Nel mirino finiscono anche le condizioni materiali e organizzative dell’istituto: deficienze strutturali e infrastrutturali, carenze sanitarie e difficoltà gestionali che, secondo la Uilpa, vengono ulteriormente aggravate dall’assenza di una guida stabile. «Proprio a Cremona – sottolinea De Fazio – da anni mancano sia il direttore sia il comandante titolari della Polizia penitenziaria. Al netto dell’impegno e delle capacità dei facenti funzione, questa situazione non consente una progettazione di ampio respiro e alimenta un senso di precarietà complessiva».