Giovedì 12 Marzo 2026

×

Dopo gli arresti

Di Giacomo: «Non mettiamo alla gogna i colleghi, vale per tutti la presunzione d’innocenza»

Parla il sindacalista: «Nello 'sfacelo' generale del nostro sistema penitenziario è sin troppo facile prendersela con l'anello più debole della catena»

22 Aprile 2024, 12:06

14 Dicembre 2025, 14:56

Di Giacomo: «Non mettiamo alla gogna i colleghi, vale per tutti la presunzione d’innocenza»

Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato Polizia Penitenziaria, invoca la presunzione d’innocenza dopo aver appreso la notizia degli arresti nel carcere minorile Beccaria di Milano: «Una vicenda gravissima che richiede la massima attenzione per ricostruire quanto realmente accaduto. Ma prima di mettere alla “gogna” i colleghi è il caso di ricordare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna» ha affermato il segretario generale del sindacato Polizia Penitenziaria.

Agenti penitenziari accusati di violenze e torture nel carcere minorile Beccaria, segnalazioni da madri, psicologhe ed ex detenuti

«Prima che si ripeta quanto già successo in altri casi simili, magari pubblicando informazioni e foto sugli indagati, con campagne di stampa contro l'intero Corpo, almeno per noi, va fatta questa valutazione, ribadendo senza se e senza mai che una volta accertate le responsabilità chi ha sbagliato paghi. Mi sia consentita un'altra riflessione: sinora a pagare sono sempre e solo gli agenti e il personale penitenziario. Nello 'sfacelo' generale del nostro sistema penitenziario è sin troppo facile prendersela con l'anello più debole della catena» aggiunge Aldo Di Giacomo.

Carcere minorile Beccaria, il sindaco di Milano Beppe Sala: «Struttura in stato di abbandono da anni e senza una direzione»  

«Non riusciamo ad intravedere alcun segnale, figuriamoci intervento, nel merito della gestione del personale penitenziario confusa ed inadeguata ad affrontare le situazioni di emergenza. Abbiamo ascoltato da tempo promesse di nuove assunzioni per incrementare l'organico di personale sempre più stressato per turni massacranti e quotidiano lavoro di sacrificio, di un direttore e di un comandante del Corpo in ogni carcere, come di misure per tutelare il personale dalle continue aggressioni, senza però alcun provvedimento concreto. Per noi è prioritario - conclude Aldo Di Giacomo - inchiodare lo Stato alle sue responsabilità».