Martedì 17 Marzo 2026

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Decreti Cartabia negli affari correnti, il rebus del rapporto con le Camere

La circolare Draghi salva le riforme della giustizia, sulle quali però il governo potrebbe dover forzare la mano

22 Luglio 2022, 20:07

13 Dicembre 2025, 21:42

Decreti Cartabia negli affari correnti, il rebus del rapporto con le Camere
I decreti attuativi delle riforme sul processo penale e civile rientrano tra gli affari correnti che il governo Draghi porterà avanti fino alla nomina del nuovo esecutivo, dopo le elezioni del 25 settembre. È specificato nella Circolare della Presidenza del Consiglio relativa appunto al perimetro degli affari correnti: “Il governo rimane impegnato nell’attuazione legislativa, regolamentare e amministrativa del Pnrr”, a cui sono legate le riforme del processo. Lo avevano ribadito in questi giorni sia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia il premier Mario Draghi. Quali dovrebbero essere i prossimi passaggi? I decreti legislativi sulla giustizia, come anticipato dal sottosegretario Sisto alla Camera, sarebbero dovuti arrivare all’attenzione a Palazzo Chigi entro fine luglio. Poi passaggio in Cdm per l’approvazione e invio alle commissioni Giustizia di Camera e Senato per i pareri non vincolanti, entro 60 giorni. Fino all’emanazione finale da parte del governo, a precise scadenze: il 19 ottobre per il penale, il 24 dicembre per il civile. Tutto questo tecnicamente si può fare, a patto che i partiti evitino di reclamare modifiche di rilievo, che metterebbero la guardasigilli Cartabia e l’esecutivo in una posizione complessa: recepirle per portare comunque a casa i decreti o ignorarle per salvare lo spirito della delega. Se entro il 19 ottobre non fossero in Gazzetta i testi attuativi del penale, rimarrebbe in vigore solo l’articolo 2 della legge delega, quello relativo all’improcedibilità, immediatamente vigente, mentre decadrebbe quanto previsto dall’articolo 1 che prevedeva i decreti. Nel caso del civile, è vero che la delega scade a dicembre e quindi sopravviverebbe al cambio di legislatura, ma molto probabilmente il nuovo Governo non farebbe in tempo ad emanare i decreti. Dovrebbe invece saltare la riforma della giustizia tributaria, incardinata da poco al Senato. Così come salteranno quella del carcere, che si sarebbe dovuta sviluppare sulle basi della relazione Ruotolo, e quella dell’ergastolo ostativo, il che potrebbe costringere la Consulta al terzo rinvio della sentenza. Mentre per quanto concerne i decreti attuativi della riforma del Csm, spetterà al nuovo governo emanarli giacché la delega scade a giugno dell’anno prossimo.