L'intervento
Il recente referendum sulla “separazione delle carriere” ha rappresentato un momento di particolare rilievo nel dibattito pubblico sulla Giustizia, coinvolgendo in modo diretto e consapevole l’intera Avvocatura.
Quale Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, ritengo doveroso sottolineare, anzitutto, il valore del grandissimo apporto offerto dagli Avvocati a questo confronto: un contributo ampio, articolato e sempre animato da un profondo senso delle Istituzioni e della funzione costituzionale della difesa.
È noto come una parte significativa dell’Avvocatura abbia espresso orientamento favorevole alla riforma, ravvisando nella separazione delle carriere uno strumento potenzialmente idoneo a rafforzare il principio del giusto processo e l’equilibrio tra le parti.
Al contempo, un’altra componente, minoritaria ma altrettanto autorevole, ha manifestato posizioni critiche, evidenziando possibili ricadute sull’assetto complessivo della giurisdizione e sull’unità della cultura della funzione giudiziaria.
Questa pluralità di posizioni non rappresenta una fragilità: essa è, invece, una ricchezza.
Essa testimonia la vitalità dell’Avvocatura italiana e, in particolare, del Foro di Roma, che si conferma luogo di altissima elaborazione giuridica, di confronto libero e di attenta responsabilità istituzionale.
Il ruolo dell’Avvocato, infatti, non si esaurisce nella difesa tecnica del singolo assistito ma si estende alla partecipazione attiva al dibattito sulle regole della giurisdizione e sull’assetto dell’ordinamento forense.
In questo senso, ogni posizione espressa, sia favorevole che contraria, ha contribuito ad elevare la qualità del confronto, mantenendolo ancorato a principi, argomentazioni e visioni di sistema.
L’Ordine degli Avvocati di Roma guarda con rispetto a tutte le opinioni emerse e rinnova il proprio impegno a essere sede di sintesi istituzionale, capace di valorizzare il pluralismo interno e di rappresentare, con equilibrio, l’Avvocatura nel suo complesso.
In un tempo in cui la Giustizia è al centro di profonde trasformazioni, è proprio questa capacità di confronto, di ascolto e di elaborazione condivisa che consente all’Avvocatura di continuare a svolgere il proprio ruolo essenziale: presidio dei diritti, garanzia delle libertà e interlocutore qualificato nelle riforme del sistema.