Esame avvocato
L’esame avvocato 2026 entra nel confronto istituzionale con l’obiettivo di trovare in tempi brevi una cornice normativa più stabile. A segnalarlo è l’Aiga, l’Associazione italiana giovani avvocati, che giudica positivamente l’incontro svolto ieri al ministero della Giustizia e dedicato ai possibili interventi relativi alla prossima sessione dell’esame di abilitazione alla professione forense.
A esprimere soddisfazione è il presidente nazionale Luigi Bartolomeo Terzo, secondo cui «il confronto avviato rappresenta un segnale importante di attenzione verso le esigenze dei praticanti e della giovane avvocatura». Una presa di posizione che arriva al termine di un tavolo al quale, riferisce Aiga, hanno partecipato anche il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco, lo stesso Terzo, gli avvocati Roberto Scotti e Zakaria Sichi, oltre ai rappresentanti del ministero.
Al centro del confronto c’è la necessità di individuare una soluzione normativa capace di definire con chiarezza le modalità di svolgimento dell’esame, in coerenza con la proposta di riforma della legge professionale forense.
Secondo quanto sottolinea Aiga, il tavolo si è svolto in un clima di «grande collaborazione istituzionale» e durante l’incontro sarebbe emersa una condivisione sulla necessità di intervenire in tempi molto rapidi. L’obiettivo è evitare che anche la prossima sessione venga regolata attraverso una nuova proroga transitoria.
È proprio questo uno dei punti centrali richiamati dall’associazione. Aiga insiste sulla necessità di archiviare il ricorso sistematico alle proroghe annuali che, nelle ultime sessioni, hanno caratterizzato l’organizzazione dell’esame di abilitazione.
Nel testo diffuso dall’associazione si spiega che il traguardo comune è «superare il ricorso sistematico alle proroghe annuali che hanno caratterizzato le ultime sessioni, individuando una disciplina che possa offrire chiarezza e continuità nell’organizzazione dell’esame di abilitazione». Un passaggio che mette in evidenza la richiesta di una cornice più certa e meno esposta a soluzioni tampone di anno in anno.
Nel commentare l’esito dell’incontro, Luigi Bartolomeo Terzo ha posto l’accento soprattutto sulla possibilità di costruire un’intesa utile a rassicurare i praticanti. «La disponibilità al dialogo mostrata dal ministero e dal Consiglio nazionale forense consente di lavorare concretamente a una soluzione condivisa che restituisca serenità a migliaia di aspiranti avvocati», ha affermato.