Martedì 24 Febbraio 2026

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Protesta legale

Serbia, avvocati in sciopero tre giorni contro le riforme: «Diritti e giustizia a rischio»

L’Ordine forense annuncia stop a udienze e atti salvo urgenze. Critiche a leggi approvate senza consultazioni e firmate da Vucic nonostante i rilievi Ue

24 Febbraio 2026, 09:19

Serbia, avvocati in sciopero tre giorni contro le riforme: «Diritti e giustizia a rischio»

Quando un’intera categoria decide di fermarsi, il segnale è che la frattura non riguarda solo norme tecniche ma il modo in cui lo Stato sta riscrivendo le regole del gioco. In Serbia gli avvocati hanno avviato uno sciopero di tre giorni contro le recenti modifiche alle leggi sulla giustizia approvate dal Parlamento di Belgrado a gennaio. Lo ha comunicato l’Ordine degli avvocati della Serbia (Aks).

Durante la protesta, gli avvocati non si presenteranno davanti a tribunali, procure, organi statali, ufficiali giudiziari e notai, con un’unica eccezione: i casi urgenti. È una sospensione ampia, che mira a bloccare la filiera ordinaria della giustizia e a rendere visibile l’impatto della contestazione.

«Rischio per diritti e libertà»: l’accusa dell’Ordine forense

Nel comunicato, l’Aks sostiene che le modifiche al pacchetto di leggi «mettono a rischio i diritti umani fondamentali e le libertà dei cittadini» e denuncia il metodo con cui sarebbero state approvate: «senza dibattito pubblico e senza consultazioni» con la professione forense, i procuratori, i giudici e gli organismi internazionali competenti.

Il Parlamento ha approvato le modifiche a gennaio e il presidente Aleksandar Vucic le ha firmate il 7 febbraio, nonostante gli avvertimenti dell’Unione europea, che – secondo il testo – avrebbe definito la decisione un «passo indietro significativo» nel percorso europeo del Paese balcanico.

La preoccupazione non viene attribuita solo agli avvocati. Organizzazioni professionali, tra cui il Consiglio superiore della magistratura e della Procura, avrebbero avvertito che le modifiche potrebbero compromettere l’indipendenza della giustizia.

Il ministro della Giustizia Nenad Vujic sostiene che eventuali correzioni alle leggi sono possibili qualora la Commissione di Venezia presenti osservazioni sostanziali. Una frase che, nel contesto, lascia aperto uno spiraglio, ma non spegne la protesta avviata dall’Ordine forense.