Avvocati
L’accesso alla toga torna al centro del dibattito dopo il passaggio parlamentare del Milleproroghe. La mancata proroga delle modalità straordinarie dell’esame di abilitazione ha acceso lo scontro con l’Associazione Italiana Giovani Avvocati, che parla apertamente di scelta sbagliata e di nuove incertezze per migliaia di praticanti.
L’associazione esprime «il più fermo disappunto» per la mancata approvazione degli emendamenti che avrebbero prorogato le modalità attualmente vigenti sia per l’esame forense sia per l’iscrizione all’albo dei cassazionisti.
Secondo Aiga, si tratta di «una scelta miope, che ignora le legittime aspettative di migliaia di praticanti avvocati e professionisti», aggravando un quadro già segnato da interventi normativi discontinui.
L’organizzazione denuncia come la decisione di non prorogare le regole adottate negli ultimi anni comporti «l’ennesimo stravolgimento del percorso di accesso alla professione», alimentando l’incertezza sulle modalità della prossima prova.
Nel mirino non c’è solo l’esame di Stato, ma anche l’accesso alle giurisdizioni superiori. Aiga sottolinea che «questa scelta politica irragionevole danneggia tutti i praticanti che hanno già preparato la prova d’esame facendo legittimo affidamento sulla prosecuzione della modalità con cui si è svolta negli ultimi anni».
Non meno dura la posizione sulla bocciatura dell’emendamento relativo ai cassazionisti, definita «un incomprensibile passo indietro rispetto a una proroga della normativa ormai consolidata nel tempo».
Nelle settimane precedenti alla conversione del decreto, l’associazione riferisce di aver attivato ogni interlocuzione istituzionale per ottenere una proroga. «Nelle ultime settimane, Aiga ha compulsato ogni canale istituzionale affinché le legittime aspettative dei colleghi praticanti e avvocati godessero della medesima tutela avuta negli ultimi anni», si legge nella nota, che parla di «inspiegabile diniego governativo».
Pur criticando l’esito finale, Aiga ringrazia le forze politiche che hanno sostenuto gli emendamenti, riconoscendo la sensibilità dimostrata verso la giovane avvocatura.
Il tema centrale resta l’incertezza. L’associazione auspica «un intervento normativo che restituisca chiarezza e rispetto per i principi di affidamento», chiedendo regole certe e tempestive sulle modalità del prossimo esame.