Separazione delle carriere
Nel pieno della campagna sul referendum sulla giustizia, il Comitato nazionale Avvocati per il No chiede l’intervento del Consiglio nazionale forense per garantire equilibrio nel dibattito interno all’avvocatura. Con una lettera ufficiale, il Comitato sollecita una vigilanza attiva sugli eventi organizzati dagli Ordini territoriali.
Nella missiva si chiede che il Consiglio nazionale forense «inviti i Consigli dell’Ordine a vigilare affinché venga garantita, negli eventi dagli stessi organizzati, la par condicio tra le ragioni a favore e quelle contrarie all’approvazione della riforma costituzionale».
Il Comitato sottolinea che l’ordine forense, articolato tra Ordini circondariali e Cnf, rappresenta l’intera avvocatura. Per questo, si legge nella lettera, occorre evitare iniziative che possano far apparire l’Avvocatura istituzionale schierata su una posizione politica.
Secondo i firmatari, il confronto interno non deve trasformarsi in uno scontro identitario. Nella lettera si evidenzia la necessità di evitare che il dibattito degeneri fino a dare l’immagine «di una Avvocatura contrapposta alla Magistratura o, peggio, di una Avvocatura schierata politicamente».
Il Comitato riconosce che all’interno della categoria esistono posizioni divergenti sulla riforma e rivendica il diritto di ogni avvocato a esprimersi liberamente, ma invita le istituzioni forensi a mantenere un ruolo di garanzia.
Pur ribadendo la necessità di partecipare al confronto referendario, il Comitato invita a farlo attraverso strumenti imparziali. L’obiettivo indicato è promuovere eventi formativi aperti agli iscritti o alla cittadinanza che offrano spazio a tutte le posizioni.
La richiesta è chiara: l’Avvocatura deve contribuire al dibattito pubblico senza compromettere la propria immagine di neutralità istituzionale.