«Abbiamo accolto gli avvocati ucraini nel percorso di avvicinamento dell’Ucraina all’ingresso nell’Unione Europea dopo le tappe in Germania e in Francia, e a seguito dell’incontro a Bruxelles presso la rappresentanza del Cnf, la visita di oggi a Roma ha consentito all’avvocatura ucraina di confrontarsi con le tre principali avvocature europee, raccogliendo indicazioni e contributi sui principi fondanti delle nostre azioni giuridiche». Le parole del presidente del Consiglio Nazionale Forense (Cnf), Francesco Greco, oggi hanno aperto le porte agli avvocati ucraini, per affiancarli nel loro cammino verso l’Europa.
L’incontro si inserisce nella rotta tracciata dalla cosiddetta road map per l’adesione dell’Ucraina al blocco unitario europeo. Tra i membri della delegazione ucraina la presidente dell’Ukrainian National Bar Association (Unba), Lidiya Izovitova, il vice presidente, Valentyn Gvozdiy, Hanna Udovenko, esperta d’integrazione europea dell’Unba, Olena Hromnytska, portavoce dell’Unba, Graziano Benedetto, rappresentante a Roma dell’Unba e Sergiy Oberkovych, membro del comitato internazionale dell’Unba. Per il Cnf oltre al presidente Greco erano presenti i consiglieri Daniela Giraudo, Francesco Pizzuto, Francesco Napoli, Lucia Secchi Tarugi e Carlo Forte, rappresentante del Cnf presso la delegazione del Council of Bars and Law Societies of Europe (Ccbe).
Il bilaterale ha toccato diversi temi, dalla composizione dell’Unba e delle sue diramazioni territoriali alle sfide che i 70mila avvocati ucraini si trovano ad affrontare quotidianamente. A seguito della candidatura dell’Ucraina all’ingresso nell’Ue la Commissione Europea ha fornito indicazioni sulle riforme necessarie, tra cui quella del sistema giudiziario. A questo proposito la Ukrainian Bar Association ha creato un gruppo di lavoro, coinvolgendo anche membri del Parlamento, per sviluppare le riforme legislative e soddisfare i requisiti richiesti dalla Commissione Europea. Dopo la creazione del gruppo di lavoro da parte dell’Unba il ministero della Giustizia ucraino ne ha creato un altro parallelo, senza però coinvolgere l’avvocatura, violando così le disposizioni delle Nazioni Unite, secondo cui quando si definiscono nuove norme per gli ordini professionali i membri di questi devono essere coinvolti nel processo. Ma l’Unba ha deciso di «non drammatizzare la situazione», anche perché al momento il seggio di ministro della Giustizia è vacante dopo le dimissioni di Herman Halushchenko, seguite alll’inchiesta dell’Ufficio nazionale4 anticorruzione ucraino (Nabu) che ha investito Kyiv lo scorso novembre.
«È stato un confronto sulle migliori pratiche giuridiche tra l’avvocatura italiana e quella ucraina - Daniela Giraudo, consigliera nazionale e capo delegazione del Cnf presso il Ccbe - che l’Italia è chiamata a condividere e valorizzare in ragione della solidità e della profondità della nostra cultura giuridica». Al termine dell’incontro Greco ha ricevuto l’onorificenza “Eccellenza dell’Ordine degli Avvocati dell’Ucraina” da Izovitova ed è stato nominato protettore degli avvocati ucraini. L’onorificenza, una croce ad otto punte smaltata di blu con finiture dorate, presenta al centro il Tryzub, il tridente simbolo nazionale dell’Ucraina su uno sfondo blu che ricorda una pergamena stilizzata. Mentre ai principi del foro ucraini è stato fatto dono delle spille del Cnf, del testo della riforma forense del 2012 e del disegno di legge della nuova riforma forense, ora in esame in Commissione Giustizia.