Riforma
Sulla riforma dei reati sessuali interviene l’Organismo Congressuale Forense, che chiede un riordino complessivo della materia ma valuta positivamente le modifiche appena approvate in Commissione Giustizia del Senato della Repubblica all’articolo 609 bis del codice penale. Secondo l’avvocatura, il nuovo impianto normativo segna un avanzamento in termini di chiarezza e determinatezza della fattispecie.
In una nota, l’Ocf ribadisce che «le criticità della materia dei reati sessuali richiedono una riforma complessiva che adegui la nostra disciplina a quella degli altri Stati europei e alla Convenzione di Istanbul», richiamando espressamente gli standard della Convenzione di Istanbul. Allo stesso tempo, però, riconosce che il testo approvato rappresenta un miglioramento rispetto alla formulazione precedente, definita problematica sotto il profilo tecnico-giuridico.
Gli avvocati evidenziano che «il testo dell’articolo 609 bis c.p. approvato ieri in Commissione Giustizia del Senato concretizza un passo avanti in termini di chiarezza e determinatezza della fattispecie rispetto al testo precedente molto problematico». Un giudizio che si collega anche al recepimento di osservazioni formulate dall’Organismo durante le audizioni parlamentari.
In particolare, viene valorizzata la scelta di costruire la fattispecie penale attorno al dissenso della vittima. «La modifica approvata recepisce alcune delle indicazioni formulate da Ocf in sede di audizione», sottolinea l’Organismo, «in particolare quella di incentrare la violenza sessuale sul dissenso della vittima, soluzione che garantisce certezza alla fattispecie e, al contempo, tutela maggiormente la volontà contraria della persona offesa a prescindere dall’uso di minaccia o violenza».
Apprezzamento anche per la nuova differenziazione delle pene in base alla gravità della condotta. Secondo l’Ocf, questa scelta «segna un percorso che si avvicina alla legislazione degli altri Stati europei e trova il consenso dell’avvocatura», rafforzando la coerenza sistematica della disciplina e la proporzionalità della risposta sanzionatoria.