La Giornata internazionale dell’avvocato in pericolo sarà dedicata quest’anno ai legali degli Stati Uniti. Venerdì 23 gennaio, con inizio alle 15.30, si terrà un webinar organizzato dai Coa di Bologna, Brescia, Cremona, Milano, Padova, Palermo, Patti, Torino e Verona, in collaborazione con l’Oiad (Osservatorio internazionale avvocati in pericolo) e la sezione italiana di “Scholars at risk”.
Giuristi italiani e statunitensi discuteranno sulle condizioni di lavoro di chi esercita la professione forense oltreoceano con una novità: un focus sui docenti “a rischio”. Una scelta non casuale che tiene conto delle grandi tensioni che stanno interessando negli Stati Uniti sia la professione legale che l’accademia a seguito di alcuni provvedimenti varati dall’amministrazione Trump. Ricordiamo gli accordi tra alcuni studi legali e la Casa Bianca e le proteste nelle Università durante la guerra nella Striscia di Gaza che hanno portato al blocco dei fondi per diversi atenei.
Il presidente degli Stati Uniti ha voluto regolare a partire dalla primavera dello scorso anno una serie di conti rimasti in sospeso durante i quattro anni di permanenza a Washington di Joe Biden. Al centro delle attenzioni del tycoon pure gli avvocati. Trump sembra non stimarli; lo stesso vale per molti giudici, ritenuti responsabili della sua mancata rielezione sei anni fa. Il capo della Casa Bianca ha avviato una crociata contro l’avvocatura tanto da provocare la reazione immediata dell’American Bar Association (ABA), che ha lanciato l’allarme sull’attacco allo Stato di diritto. Il primo passo di Trump per imbrigliare l’avvocatura ha riguardato un memorandum finalizzato a “prevenire gli abusi del sistema legale e della Corte federale”, considerato intimidatorio verso la classe forense con l’obiettivo di impedire ai legali di intentare cause contro l’amministrazione statunitense. Da qui una serie di ordini esecutivi che hanno preso di mira gli studi legali più prestigiosi. Una modalità per intimidire gli oppositori politici, che, oltre a minare lo Stato di diritto, ha fatto temere per i destinatari dei provvedimenti la fuga della clientela, il calo dei fatturati e, soprattutto, l’esercizio del diritto di difesa con minor convinzione.
I provvedimenti di Trump hanno interessato le law firms Perkins Coie, Paul Weiss, Wilmer Cutler Pickering Hale and Dorr LLP e Jenner & Block. Un altro provvedimento, riguardante Paul Weiss, è stato revocato dopo che Trump ha raggiunto un’intesa in base alla quale, tra le varie garanzie, lo studio ha accettato di fornire 40 milioni di dollari in servizi legali pro bono per cause sostenute dall’amministrazione americana. Altri accordi con la Casa Bianca sono stati raggiunti da Covington & Burling e Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom. Poi è stato il turno di Willkie Farr & Gallagher, dove, a capo dell’ufficio di Los Angeles, c’è Doug Emhoff, marito di Kamala Harris, candidata democratica alle presidenziali del novembre 2024, già vicepresidente degli Stati Uniti con Biden. La law firm ha raggiunto un accordo con la Casa Bianca per destinare almeno 100 milioni di dollari in servizi legali gratuiti a cause che hanno, ad esempio, come oggetto il sostegno ai veterani e la lotta all’antisemitismo.
La prima sessione del webinar odierno sarà aperta dall’intervento dell’avvocato Leonardo Arnau (coordinatore della Commissione diritti umani del Cnf e presidente dell’Oiad-Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo). Subito dopo parlerà Germana F. Giordano dell’Ordine degli avvocati di New York. Ospite d’onore l’avvocata Nancy Hollander (componente del direttivo di “Lawyers for the Rule of law” e del Comitato scientifico di “International Bridges to justice”). Hollander è una delle penaliste più famose degli Stati Uniti, da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani. L’avvocata Hollander è diventata famosa per aver affrontato casi giudiziari molto complessi. Tra questi quello di Mohamedou Ould Slahi, imprigionato a Guantánamo con l’accusa di aver avuto contatti con Al Qaeda all’indomani dell’11 settembre. L’ingegnere originario della Mauritania, difeso da Hollander, è stato scarcerato nel 2016, dopo quattordici anni di detenzione senza accuse formali. La sua storia è raccontata nel libro “Guantanamo diary” da cui è stato tratto il film del 2021 “The Mauritanian". A vestire i panni di Nancy Hollander è l’attrice Jodie Foster, premiata per questa interpretazione con il Golden Globe.
In un articolo pubblicato alcuni anni fa sul New York Times, Hollander ha sottolineato le difficoltà – e la diffidenza dell’opinione pubblica – quando si affrontano casi giudiziari scomodi con lo spettro dell’assimilazione dell’avvocato al proprio assistito. «Ora che difendo coloro che sono accusati di terrorismo – ha scritto Hollander -, alcuni pensano che io abbia oltrepassato una linea immaginaria e sia diventata “morbida nei confronti del terrorismo” o, peggio, che io sostenga il terrorismo e fornisca aiuto e conforto al nemico. Nella mia difesa di ogni cliente, difendo la Costituzione degli Stati Uniti, le leggi e i trattati a cui è vincolata, e difendo lo Stato di diritto. Se sono un avvocato specializzato in terrorismo, sono anche un avvocato specializzato in Stato di diritto, un avvocato costituzionalista e un avvocato specializzato in trattati».
Leonardo Arnau sottolinea l’importanza della Giornata internazionale dell’avvocato in pericolo. «Si tratta – dice il presidente dell’Oiad - di un’occasione straordinaria per promuovere la conoscenza e l’approfondimento delle vicende umane e professionali, spesso drammatiche, di tante colleghe e colleghi, che, altrimenti, resterebbero sconosciute. Storie singole che contribuiscono a ricostruire con più precisione il contesto difficile in cui i colleghi di un determinato Paese sono costretti a vivere e lavorare. Colpire gli avvocati significa indebolire i principi fondanti dello Stato di diritto riconosciuti dalle convenzioni internazionali, privando i cittadini della possibilità di difendersi da accuse ingiuste. Gli avvocati che subiscono violenze ed intimidazioni, in molti casi pagano il loro impegno con la vita, oppure vengono assimilati ai loro clienti, finendo per essere accusati di concorso negli stessi reati dei quali i loro assistiti sono imputati, secondo uno schema consolidato».
La seconda parte del webinar sarà dedicata ai docenti a rischio. Interverranno Claudio Fogu (direttivo di “Scholars at risk United States” e professore dell’Università della California Santa Barbara), Veena Dubal (professoressa dell’Università della California, Irvine School of Law) e Mark Kleiman (Ordine degli avvocati della California). Le conclusioni saranno affidate a Katie Fallow (Knight Institute, Columbia University).