Deontologia forense
L’Ordine degli Avvocati di Milano richiama nuovamente l’attenzione dei propri iscritti sul rigoroso rispetto dei doveri deontologici nei rapporti con i mezzi di informazione, in particolare quando sono in corso procedimenti giudiziari. Il richiamo arriva in relazione alle recenti indagini avviate dalla Procura di Milano sulle modalità di partecipazione a una nota trasmissione televisiva.
In una nota diffusa oggi, 3 gennaio 2026, l’Ordine ricorda che il Codice Deontologico Forense impone all’avvocato comportamenti improntati a lealtà, correttezza, probità, dignità e decoro (articolo 9), vietando ogni condotta che possa tradursi in un uso strumentale della comunicazione pubblica. In questo quadro, l’articolo 18 stabilisce che i rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di informazione debbano essere improntati a equilibrio e misura, nel rispetto dei diritti altrui e della funzione difensiva.
L’Ordine sottolinea come i difensori debbano astenersi dal rilasciare dichiarazioni con contenuti denigratori, aggressivi o comunque idonei a ledere la reputazione delle altre parti, dei loro difensori o di soggetti coinvolti nel procedimento. Condotte di questo tipo, viene evidenziato, risultano incompatibili con i doveri deontologici e rischiano di alterare la corretta dialettica processuale, alimentando forme improprie di “processo mediatico”.
Il diritto di informare, chiarisce l’Ordine, non può mai tradursi in anticipazioni di giudizio, attacchi personali o rappresentazioni parziali dei fatti, né essere utilizzato come strumento di pressione o di delegittimazione. L’avvocato è chiamato a esercitare la propria funzione nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, della dignità delle persone e della credibilità della giurisdizione.
Nel ribadire l’invito a un uso responsabile, sobrio e conforme alle regole deontologiche della comunicazione pubblica, l’Ordine conferma la propria attenzione e vigilanza a tutela della professione forense, dei diritti delle parti e del corretto funzionamento della giustizia.
Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Ordine, Antonino La Lumia, che ha dichiarato: «L’avvocato ha il diritto di esprimere le proprie tesi, ma ha anche il dovere di farlo nel rispetto delle regole che presidiano la nostra professione. Il Codice Deontologico è chiaro: la comunicazione verso i media deve essere misurata, corretta e rispettosa delle persone coinvolte nei procedimenti. Rilasciare dichiarazioni finalizzate ad attaccare o denigrare altre parti significa oltrepassare un limite che non tutela i diritti, ma li indebolisce».
«Il processo – ha concluso La Lumia – non può e non deve trasformarsi in un’arena mediatica. Difendere con forza le ragioni del proprio assistito è un dovere. Farlo nel rispetto della dignità altrui e della funzione dell’Avvocatura è ciò che distingue la difesa da ogni altra forma di esposizione pubblica».