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Lunedì 1° dicembre, a partire dalle 9,30, nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, alla Camera, si svolgerà il quindicesimo Congresso internazionale “Non c'è giustizia senza vita”, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio. Alla conferenza parteciperanno ministri della Giustizia e rappresentanti di 18 Paesi che sono abolizionisti de iure o de facto (come Cambogia, Chad, Marocco e Timor Est) insieme a Paesi mantenitori (come Pakistan, Somalia, Uganda e Vietnam).
Discuteranno su come giungere ad una progressiva abolizione della pena capitale e su come contrastare anche le esecuzioni extragiudiziali e i linciaggi, provocati spesso dalla diffusione di un linguaggio e di una cultura dell'odio, vero nemico da sconfiggere per umanizzare le società e liberarle dalla violenza. Interverranno, tra gli altri, Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, Marcy Claudio Lopes, ministro della Giustizia dell'Angola, Mateus Saize, Ministro della Giustizia del Mozambico, Ziyambi Ziyambi, ministro della Giustizia dello Zimbabwe, e Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio.
Dopo la risoluzione per la moratoria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che lo scorso 17 dicembre ha ottenuto un sostegno record - 130 voti favorevoli -, il congresso intende consolidare le relazioni tra i paesi abolizionisti e offrire ai paesi mantenitori l'opportunità di consulenza legale sullo sviluppo di progetti di legge per una moratoria o l'abolizione della pena capitale. Questo lavoro è sostenuto da un ampio movimento che opera alla base, nelle società di diversi Paesi e in tutti i continenti: sono oltre 2000 i Comuni che nel mondo hanno aderito a 'Città per la Vita' e che illumineranno un loro monumento significativo in occasione del 30 novembre, giornata in cui si ricorda la prima abolizione della pena di morte ad opera di uno Stato, il Granducato di Toscana, nel 1786.


