L’azione di recupero e di confisca dei beni detenuti da cittadini o entità russe nell’Ue deve rispettare rigorosamente le garanzie previste da un «giusto processo», con il diritto a fare un «ricorso effettivo» contro decisioni che incidono su «diritti fondamentali» della persona, come quello della proprietà. Lo sottolinea il Guardasigilli Carlo Nordio, intervenendo nel Consiglio Giustizia a Bruxelles sulla proposta dell'Ue per la confisca dei beni agli oligarchi russi. «L’Italia - dice Nordio - ha una profonda e lunga esperienza, dovuta anche a una lotta contro la criminalità organizzata che è iniziata molti anni fa e prosegue. Condividiamo pienamente l’impostazione della proposta, che mira ad assicurare a tutte le persone interessate da queste misure il diritto a un ricorso effettivo e ad un giusto processo».  «Condividiamo pienamente le considerazioni che sono state espresse nei due interventi precedenti e in particolare del collega tedesco - continua - affinché gli interessati possano far valere le proprie ragioni e contestare gli elementi di fatto e di diritto su cui il provvedimento si fonda. Queste misure infatti incidono su diritti fondamentali della persona, in particolare sul diritto di proprietà, e quindi le garanzie procedurali devono essere ampie e consentire una difesa effettiva. Poi il contenuto del diritto di difesa andrà  modulato in ragione delle caratteristiche delle diverse tipologie di confisca». «La nostra esperienza - prosegue Nordio - dimostra che è possibile costruire un sistema efficace di misure patrimoniali di contrasto alla criminalità organizzata, come quello prefigurato della proposta di direttiva, nel pieno rispetto dei principi del giusto processo e dei diritti di difesa delle persone interessate. L’Italia continuerà a offrire pieno sostegno alla prosecuzione dei negoziati ed è pronta a condividere la propria ormai consolidata esperienza nell’applicazione di questi strumenti di confisca, nel rispetto dei principi elaborati dall’ampia giurisprudenza della Corte di Strasburgo».