Giovedì 12 Marzo 2026

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Medio Oriente

I numeri del genocidio. A Gaza oltre 34mila morti dal 7 ottobre 2023: i feriti sono più di 77mila

L'ultimo bilancio diffuso, e riportato dalla tv satellitare al-Jazeera, comprende 28 persone rimaste uccise e 51 ferite nelle ultime 24 ore. Intanto gli israeliani chiedono un accordo per la liberazione degli ostaggi

02 Maggio 2024, 10:38

14 Dicembre 2025, 15:10

I numeri del genocidio. A Gaza oltre 34mila morti dal 7 ottobre 2023: i feriti sono più di 77mila

Sarebbero almeno 34.596 le persone morte e 77.816 quelle rimaste ferite nella Striscia di Gaza dallo scorso 7 ottobre. Lo denuncia il ministero della Sanità dell'enclave palestinese che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas e che dal 7 ottobre è nel mirino delle operazioni militari israeliane scattate a seguito dell'attacco in Israele. L'ultimo bilancio diffuso da Gaza, e riportato dalla tv satellitare al-Jazeera, comprende 28 persone rimaste uccise e 51 ferite nelle ultime 24 ore.

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Gli israeliani chiedono un accordo per la liberazione degli ostaggi

Nuova protesta a Tel Aviv. Manifestanti hanno bloccato la Ayalon Highway, tornando così a chiedere un accordo che porti alla liberazione degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre in Israele. Lo riportano i media israeliani. "O Rafah o gli ostaggi, scegliete la vita", è lo slogan esposto su un grande striscione dai manifestanti che bloccano la strada, già teatro di simili iniziative nelle scorse settimane.

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Incontro con gli Emirati Arabi Uniti

Colloquio tra il leader israeliano dell'opposizione, Yair Lapid, e il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Lapid ha diffuso su X una foto dell'incontro che - hanno fatto sapere dall'ufficio del leader politico - è avvenuto nella residenza di al Nahyan ad Abu Dhabi. Lapid afferma di aver detto al ministro emiratino che «la cosa più urgente è riportare a casa» gli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre in Israele.

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Secondo Lapid, «qualsiasi Paese nella regione può incidere sull'accordo» e Israele è anche «interessato a creare, insieme con gli Emirati e i Paesi arabi moderati, una cooperazione politica ed economica che possa offrire soluzioni ai problemi globali e far fronte alle minacce di tutti i tipi nella regione».