Esplosioni sono state segnalate nella notte nella zona della capitale ucraina
Kiev. Lo ha riportato
The Kyiv Indepedent, senza che per ora vengano segnalate vittime. E mentre il presidente ucraina
Volodymyr Zelensky, a 50 giorni dall'inizio del conflitto, ringrazia le forze armate ucraine e e il suo popolo per aver difeso la maggior parte del Paese, il presidente Usa
Joe Biden si è detto pronto ad andare in
Ucraina. Alla domanda se invierà alti funzionari statunitensi nel Paese, ha affermato che la sua amministrazione «sta prendendo questa decisione ora». Il Dipartimento di Stato Usa punta a ripristinare la presenza diplomatica in
Ucraina «non appena sarà sicuro e pratico avere diplomatici americani sul posto» ha detto
il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price durante il briefing con la stampa, senza però dare indicazioni sui tempi. «Valutiamo e rivalutiamo costantemente la situazione dal punto di vista della sicurezza», ha aggiunto. Quanto all'ipotesi che il segretario di Stato
Antony Blinken possa recarsi in
Ucraina,
Price ha risposto che non ci sono viaggi da annunciare ora.
Blinken e il ministro degli Esteri ucraino
Dmytro Kuleba hanno avuto un colloquio ieri in cui hanno «notato che la continua fornitura di materiale» bellico «da parte degli
Usa, dei suoi alleati e partner è stata utile ai successi in battaglia
dell'Ucraina contro le forze russe» ha riferito
Ned Price.
Gli Stati Uniti d'America non prendono «alla leggera» la possibilità che la
Russia possa utilizzare armi nucleari tattiche, viste le difficoltà che incontra sul campo di battaglia, ha affermato il direttore della Cia
Bill Burns. «Data la potenziale disperazione del presidente
Vladimir Putin e della leadership russa - ha affermato Burns - dati i rovesci che hanno avuto finora sul piano militare, nessuno di noi può prendere alla leggera la minaccia costituita da un potenziale ricorso ad armi nucleari tattiche o ad armi atomiche a basso potenziale». L'Agenzia guarda a questa possibilità «con molta attenzione», ha aggiunto
Burns, sottolineando però che finora non si sono visti segni che il
Cremlino si stia preparando a fare un passo simile. «Mentre abbiamo visto della retorica da parte del
Cremlino sul passaggio ad un livello di allerta nucleare più elevato, finora non abbiamo visto molte evidenze pratiche del tipo di movimenti o di disposizioni militari che rafforzino questa preoccupazione, ma guardiamo alla cosa con molta attenzione», ha continuato. Nel frattempo
l'Ue sta lavorando per arrivare ad approvare un embargo all'importazione di petrolio dalla
Russia, probabilmente graduale come quello deciso per il carbone, che entrerà in vigore definitivamente solo nel prossimo agosto. Lo riporta il
New York Times. Secondo il quotidiano, che cita varie fonti
Ue, è improbabile che una decisione venga presa prima del 24 aprile, quando ci sarà il ballottaggio delle presidenziali francesi, per evitare che una fiammata dei prezzi del greggio avvantaggi la sfidante
Marine Le Pen. I prezzi della benzina sono un tema molto sensibile in
Francia. Manca ancora l'unanimità tra i 27 Stati membri su una misura del genere:
Germania e Ungheria sono tra i Paesi che più apertamente resistono ad adottare misure sull'energia che tocchino anche il petrolio (e, ancora di più, il gas).