Un tribunale greco ha condannato a 13 anni Nikos Michaloliakos, leader di Alba Dorata, e ha inflitto l’ergastolo a Giorgos Roupakias, altro membro del partito neonazista riconosciuto colpevole, il 18 settembre 2013, dell’assassinio del rapper antifascista Pavlos Fyssas. A Michaloliakos, a processo insieme ad altri sei dirigenti del partito, tra cui l’eurodeputato Ioannis Lagos, è stata quindi inflitta la pena chiesta dal procuratore Adamantia Economou. Il processo Alba Dorata è considerato uno dei più importanti nella storia politica della Grecia. Dopo cinque anni e mezzo di udienze, la scorsa settimana il tribunale ha definito all’unanimità il partito paramilitare «un’organizzazione criminale», verdetto ritenuto «storico» dal presidente della Repubblica e da un’intera frangia della classe politica greca. Lunedì il tribunale penale di Atene aveva respinto ogni circostanza attenuante che poteva alleviare le pene detentive per i leader della formazione neonazista. Lunedì sera era stato respinto anche l’appello di Lagos, che aveva chiesto la ricusazione dei tre giudici del tribunale penale perchè secondo lui «di parte». Oltre al delitto Fyssas, Alba Dorata è stata ritenuta colpevole di diversi altri episodi di violenza, come l’uccisione del pakistano Sahzat Luckman, avvenuto sempre nel 2013, un assalto a pescatori egiziani nel 2012 e un’aggressione contro sindacalisti comunisti nel 2013.  Michaoliakos è stato riconosciuto colpevole di aver diretto «un’organizzazione criminale». Condanne a 13 anni di detenzione, come chiesto dall’accusa, sono state inoltre inflitte a Lagos, che perderà la sua immunità parlamentare su richiesta della Grecia una volta che sarà stato emesso l’ordine di arresto, all’ex portavoce Ilias Kassidiaris, al deputato Christos Pappas, braccio destro di Michaoliakos, e ai due ex deputati Ilias Panagiotaros e Georgios Germenis. Solo all’ex genero di Michaoliakos, Artemis Matthaiopulos, è stata inflitta una condanna inferiore a quella chiesta dalla procura: 10 anni di carcere in luogo di 13. Gli imputati nel processo sono in tutto 68, accusati a vario titolo di «dirigere o appartenere a un’organizzazione criminale», omicidio, aggressione o possessione illegale di armi. A segnare la fine di Alba Dorata fu proprio l’omicidio di Fyssas, che generò un’ondata di commozione nazionale e segnò la fine delle fortune politiche di Alba Dorata, che nel 2015 era stata la terza forza in Parlamento e nelle elezioni del 2019 non è riuscita a eleggere nemmeno un deputato. Alba Dorata era stata registrata ufficialmente come partito politico nel 1993 e da allora si era fatta conoscere per le ripetute aggressioni a immigrati e attivisti di sinistra, in un clima di relativa impunità.