La stanchezza per i 45 giorni di prigionia e il sorriso per il ritorno a casa: maglione color blu elettrico e pantaloni beige, capelli che cadono sulle spalle, Alessia Piperno ha parlato brevemente con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri dopo l’arrivo a Ciampino. «Bentornata Alessia! Ti aspettiamo in Campidoglio», ha scritto il sindaco su Twitter pubblicando anche la foto della 30enne appena arrivata in Italia. «Sono stati 45 giorni duri, poi questa mattina la sorpresa. Ho trascorso la mia detenzione in una cella con sei persone, è stato difficile ma non ho subito violenze», ha la giovane blogger, circondata dai suoi familiari, nell’incontro lampo con il primo cittadino della Capitale. Poi è salita in auto - dribblando cronisti e telecamere - per raggiungere la casa di Roma ai Colli Albani ed è entrata abbracciata al padre. Alessia era stata fermata il giorno del suo compleanno per motivi che non sono ancora stati chiariti ed era stata portata nella prigione famigerata della capitale iraniana di Evin. Qui ad ottobre era scoppiata una rivolta che aveva provocato la morte di almeno otto detenuti, periti probabilmente nell'incendio divampato nel corso degli incidenti o forse uccisi dalle forze di sicurezza. Nel penitenziario di massima sicurezza sono rinchiusi gran parte dei dissidenti e oppositori del regime degli Ayatollah, una circostanza che ha fatto ipotizzare un arresto legato al drammatico momento che vive l'Iran facendo temere il peggio. Dopo la morte della ragazza curda Mahasa Amini, caduta nelle mani della polizia morale a causa di un hijab indossato in maniera non conforme, si stanno susseguendo manifestazioni di piazza molto spesso represse nel sangue con circa un centinaio di vittime tra i dimostranti.Il regime ha piu volte imputato alla presenza di agenti stranieri l'organizzazione delle proteste. Proprio Alessia Piperno era arrivata in Iran proveniente dal Pakistan fedele alla sua professione di travel blogger e viaggiatrice che l'aveva già condotta in numerosi paesi del mondo.