Lunedì 05 Gennaio 2026

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Violenze e torture al “Beccaria” di Milano, la UilPa Polizia Penitenziaria: «Sgomenti e increduli»

Il segretario generale Gennarino De Fazio commenta la notizia degli arresti e delle sospensioni dal servizio per numerosi appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere minorile milanese

22 Aprile 2024, 08:54

14 Dicembre 2025, 14:56

Violenze e torture al “Beccaria” di Milano, la UilPa Polizia Penitenziaria: «Sgomenti e increduli»

«Le notizie che provengono dall’Istituto Penale per Minorenni Cesare Beccaria di Milano, con appartenenti alla Polizia penitenziaria arrestati e sospesi con pesantissime accuse, ci lasciano sgomenti e increduli. Naturalmente, nutriamo incondizionata fiducia negli inquirenti, fra cui la stessa Polizia penitenziaria, e nella magistratura e auspichiamo che si faccia presto piena luce sull’accaduto. Nondimeno, richiamiamo la presunzione d’innocenza e speriamo, in cuor nostro, che gli appartenenti al Corpo coinvolti riescano a dimostrare la correttezza del loro operato». Così Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, commenta la notizia degli arresti e delle sospensioni dal servizio per numerosi appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria in servizio al Beccaria di Milano.

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«In ogni caso, a prescindere da quello che sarà l’accertamento processuale dei fatti, la disfunzionalità del sistema d’esecuzione penale, specie quello inframurario, sia per adulti sia per minori è conclamata, laddove evidentemente non garantisce né custoditi né custodi e, anzi, incattivisce le coscienze generando e alimentando violenze e atrocità, talvolta, da ambo le parti delle inferriate. Ora ascolteremo i soliti discorsi da politici e governanti, ma spenti i riflettori tutto tornerà come prima. Servono riforme immediate e un decreto carceri, con procedure d’urgenza, per mettere in sicurezza il sistema» prosegue De Fazio.

«Fra suicidi, 32 fra i detenuti e 4 fra gli agenti dall’inizio dell’anno, omicidi, violenze e sofferenze di ogni genere, non se ne può più. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, almeno questa volta evitino le passerelle e aprano immediatamente un confronto serio, noi siamo come sempre pronti a offrire il nostro contributo d’analisi, idee e proposte», conclude De Fazio.