Martedì 07 Aprile 2026

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Emergenza infinita

Suicidio in carcere a Trieste, il 23° dell’anno: grave sovraffollamento e carenza di agenti

Un detenuto egiziano di 28 anni si toglie la vita in carcere. Il sindacato della Polizia Penitenziaria denuncia la situazione critica, con sovraffollamento e carenza di personale

24 Marzo 2025, 12:18

14 Dicembre 2025, 21:44

Suicidio in carcere a Trieste, il 23° dell’anno: grave sovraffollamento e carenza di agenti

Un altro tragico suicidio si è verificato nella notte presso la casa circondariale di Trieste, dove un detenuto egiziano di 28 anni ha deciso di togliersi la vita. Questo è il 23° caso di suicidio tra i detenuti dall'inizio dell’anno, a cui si aggiunge anche il suicidio di un operatore penitenziario. La notizia è stata comunicata da Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria, che ha anche accusato il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Governo Meloni di non aver adottato provvedimenti adeguati per fronteggiare la situazione.

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La casa circondariale di Trieste soffre di un grave sovraffollamento, con 230 detenuti presenti a fronte di soli 133 posti disponibili. Inoltre, la carenza di personale è allarmante: a fronte delle 182 unità necessarie, ne sono assegnate solo 128. Queste difficoltà si inseriscono in un quadro nazionale critico, con 16mila detenuti oltre la capienza prevista e una carenza di oltre 18mila agenti di polizia penitenziaria. Oltre al sovraffollamento e alla carenza di personale, ci sono anche carenze infrastrutturali, organizzative e deficit nei servizi di assistenza sanitaria e psichiatrica.

De Fazio ha sottolineato l’urgenza di interventi per ridurre la densità detentiva, rafforzare gli organici della Polizia penitenziaria e migliorare l’assistenza sanitaria e psichiatrica nelle carceri. Allo stesso tempo, il sindacalista ha chiamato all’adozione di riforme sistemiche che possano migliorare le condizioni nelle strutture penitenziarie.