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Il traguardo della riforma della legge professionale è vicino ed è motivo d'orgoglio per tutta l'avvocatura. È partito da questa considerazione il presidente del Cnf, Francesco Greco, nell'aprire a Venezia la due giorni di confronto con gli avvocati del Nord- Est. In Laguna, il Consiglio nazionale forense ha organizzato con l'Unione Triveneta dei Coa un ciclo di seminari con l'avvocatura locale per un confronto sull'organizzazione del lavoro degli Ordini, con attenzione particolare alla formazione, alla deontologia e all'accesso alla professione.
A Venezia, il presidente Greco ha richiamato prima di tutto l'esito dell'audizione di mercoledì pomeriggio davanti alla Commissione Giustizia della Camera, che ha avviato il percorso per rafforzare la centralità della figura dell'avvocato. La riforma dell’ordinamento forense è oggetto del disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei ministri quasi tre mesi fa, il 4 settembre, e interverrà per ridefinire ruolo, strumenti, accesso e governance della professione forense. Greco ha sottolineato il gioco di squadra nell'avvocatura, che ha consentito la stesura del testo della riforma con il coinvolgimento anche di Cassa forense, Ocf, dei 26 Ordini distrettuali e delle Unioni regionali.
Una compattezza ed «un segnale politico», che hanno dimostrato il pragmatismo di tutta l'avvocatura. Il disegno di legge delega affida al governo, tra le varie cose, il compito di intervenire, entro sei mesi, su ogni aspetto della professione, dalle attività riservate alle forme aggregative, dai compensi al sistema disciplinare. Il faro della riforma è rappresentato dai principi di libertà e indipendenza dell’avvocato.
I lavori di giovedì 27 novembre sono stati aperti da Tommaso Bortoluzzi (presidente del Coa di Venezia), Antonio Angelini (presidente del Coa di Trento) e Alessandro Cuccagna (presidente del Coa di Trieste). I senatori - sono entrambi avvocati - Erika Stefani (Lega) e Alfredo Bazoli (Pd) si sono soffermati sulla necessità di riformare, dopo la 247 del 2012, la legge professionale.
«La riforma della legge professionale - ha detto il presidente del Cnf, Francesco Greco - si è resa necessaria per i cambiamenti sociali ed economici ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni. Non mi illudo che una legge possa risolvere i problemi che riguardano la nostra professione, ma nutrire ottimismo in questo momento è importante. Nel corso della audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera ho sottolineato l’esigenza di un percorso che tenga conto di uno scenario più ampio. Dobbiamo diventare consulenti della società in cui siamo collocati».
Analogo il parere della senatrice Erika Stefani: «Tutti i cambiamenti sono talmente veloci che occorre tenere sempre alta l'attenzione ed essere in grado sempre di intercettarli». Il suo collega a Palazzo Madama, Alfredo Bazoli, ha evidenziato il momento aggregativo e formativo degli incontri di Venezia. «L'iniziativa del Cnf e dell'Unione Triveneta - ha osservato - è preziosa per riflettere sul presente e sul futuro della avvocatura. La necessità di mettere mano alla legge professionale è stata dettata dai cambiamenti epocali che si sono susseguiti con grande velocità. Dal 2012, anno dell'ultima legge professionale, a oggi, è cambiato il mondo». Bazoli ha pure elogiato il lavoro del'avvocatura istituzionale: «È stato prezioso per giungere ad un testo completo che ha tenuto conto delle mutate esigenze».
In conclusione il presidente dell'Unione Triveneta dei Coa, Andrea Pasqualin, ha ribadito il ruolo fondamentale dell'avvocatura. I nuovi scenari che si sono susseguiti negli ultimi anni hanno determinato l'esigenza di considerare la figura dell'avvocato con radici ben salde al presente ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. «Il mutato contesto ha fatto notare Pasqualin - contiene elementi utili per pensare ad una autoriforma dell'avvocatura».
Gli incontri in Laguna sono organizzati in collaborazione con il Coa di Venezia. Nelle quattro sessioni di lavoro in programma venerdì l'attenzione è stata dedicata alla modalità di esercizio della professione, alla formazione e all’aggiornamento, all’accesso alla professione e al procedimento disciplinare.


