ROBERTO SCARPINATO, SENATORE
Un nuovo fronte di scontro politico si apre attorno alla commissione Antimafia e al ruolo del ministro della Giustizia Carlo Nordio. I capigruppo del Movimento 5 stelle a Senato e Camera, Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi, parlano di un episodio “grave e indecente”, chiamando in causa quanto riportato da Il Fatto Quotidiano sul ministro.
Secondo Pirondini e Ricciardi, Nordio avrebbe “messo nero su bianco un endorsement” a favore di una legge che “punta a cacciare dalla commissione Antimafia” due figure che il Movimento definisce “simboli della lotta alle mafie”: Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho.
Il punto politico, nella ricostruzione dei capigruppo, è il contesto: l’atto sarebbe arrivato “rispondendo in maniera ufficiale a un’interrogazione parlamentare”. Da qui l’affondo: «È una gravissima ingerenza del Governo sul Parlamento», sostengono, parlando di un “cortocircuito istituzionale gravissimo”.
Pirondini e Ricciardi rivendicano il profilo di Scarpinato e De Raho, descritti come magistrati che “hanno dedicato la vita alla lotta contro le mafie”, “pagando un prezzo personale altissimo”. E aggiungono: «Oggi vengono trattati come un problema da eliminare».
Nello stesso passaggio, i due capigruppo collegano la polemica al più ampio tema della riforma, affermando che Nordio, a loro giudizio, “compie ogni giorno” un’ingerenza anche sull’ordine giudiziario e che con la riforma costituzionale vorrebbe “mettere la magistratura al guinzaglio del Governo”.
Nel comunicato, Pirondini e Ricciardi sottolineano che la risposta del ministro sarebbe arrivata a un’interrogazione di Maurizio Gasparri, e costruiscono su questo un attacco politico molto duro. Parlano di “intreccio vergognoso” e lo indicano come “motore” per dire no alla riforma, con la conclusione: «impedire lo scempio che questa gente farebbe della giustizia nel nostro Paese», se il progetto “dovesse andare in porto”.