Mercoledì 25 Febbraio 2026

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L'intervista

«Io non cambio idea: voto sì a una riforma giusta e di sinistra»

Perché Lisa Noja voterà Sì: terzietà del giudice, Csm e correntismo, Alta Corte. Referendum sulle carriere separate, ecco cosa dice.

25 Febbraio 2026, 11:17

«Io non cambio idea: voto sì a una riforma giusta e di sinistra»

LISA NOJA POLITICA

Lisa Noja, già deputata e oggi consigliera regionale di Iv in Lombardia, voterà Sì al referendum di marzo, e ci spiega perché. «Questa riforma è di sinistra - dice - il sorteggio è uno strumento drastico ma è giunto il momento di mettere fine alla deriva correntizia del Csm».Consigliera Noja, perché ha scelto di rendere pubblico il suo Sì al referendum?

Il nostro partito ha lasciato libertà di scelta ma il mio Sì è molto convinto e mi sentivo in dovere di renderlo pubblico essendo eletta in un’istituzione. Dichiaro sempre cosa voto perché non mi vergogno e anche in questo caso ho deciso di farlo. Mi sembra anche giusto spiegare il perché, essendo un voto molto politicizzato e poco sul merito. Il mio è un Sì sul merito, ragionato e documentato.

Su cosa si basa?

Sono convinta e sostengo la necessità della separazione delle carriere da quando ho iniziato a studiare giurisprudenza ormai molti anni fa. La separazione delle carriere e di conseguenza dei Csm è l’esito direi quasi scontato del passaggio dal processo inquisitorio a quello accusatorio e quindi da un sistema processuale di stampo fascista a un sistema frutto di una scelta giuridica coerente a quella di tutte le democrazie liberale che si fonda su terzietà del giudice, giusto processo e rispetto, equità e pari trattamento tra accusa e difesa.

Ritiene anche lei, come i sostenitori della Sinistra per il Sì, che questa sia una riforma di sinistra?

Già Vassalli nell’87, prima che venisse approvata la riforma che porta il suo nome, diceva che questa sarebbe stato il naturale traguardo di quel percorso. È una riforma di sinistra, visto che lo stesso Vassalli, partigiano, non può certo essere accusato di essere di destra. Io penso che le contingenze politiche del momento, cioè di creare un’alternativa alla Meloni, non possano alterare questo percorso. È una posizione che non ho preso oggi ma che porto avanti da anni, se poi altri cambiano idea è una scelta loro.

I sostenitori del No contestano il sorteggio, cioè lo strumento che darebbe una mazzata al sistema delle correnti: che ne pensa?

Il sorteggio è una scelta drastica rispetto a una situazione grave. Abbiamo visto negli anni come il correntismo nel Csm abbia avuto un effetto deleterio sulla credibilità della magistratura che per me è fondamentale. Io credo nella divisone dei poteri e nel ruolo di autonomia svolto dalla magistratura. Ma gli scandali che conosciamo e l’influenza avuta dalle correnti sul ruolo di autogoverno della magistratura mi portano a dire oggi che è il momento di stroncare questa deviazione. Mi rendo conto che è una soluzione drastica ma credo che sia corretto dare modo a quella parte di magistratura che non appartiene all’Anm di avere la chance di sedere al Csm.

Pensa siano possibili dei correttivi in sede di decreti attuativi, in caso di vittoria del Sì?

In fase attuativa bisognerà vedere quali sono i requisiti per essere inseriti nelle liste dalle quali si viene estratti. Certo avrebbe senso prendere requisiti ad esempio di anzianità ma contesto molto fortemente la critica che viene fatta al sistema che già oggi prevede sistema temperato per l’estrazione dei membri laici. Tutti dovrebbero andare a rivedersi le scelte della Costituente. Hanno previsto che i membri laici dovessero essere votati dal Parlamento perché volevano ci fosse connessione tra rappresentanti della sovranità popolare e il Csm. Se si togliesse il momento in cui il Parlamento dice la sua verrebbe meno quel legame voluto dai padri costituenti.

C’è poi l’Alta Corte: la convince anche questo strumento?

Sì perché anche l’Alta Corte è un’idea e un portato dello stesso centrosinistra, il quale ha sempre pensato fosse giusto portare le scelte disciplinari fuori dal Csm, e che quindi non debbano essere prese da una sezione all’interno del Csm.

Che ne pensa del clima della campagna referendaria?

Questa campagna mi sta molto rattristando perché penso che i referendum costituzionali siano grandi occasioni per discutere della nostra Carta fondamentale. Il dibattito deve essere alto, sul merito, e non sugli slogan che vengono urlati da una parte e dall’altra. Grande responsabilità ce l’ha il governo che ha un compito di equilibrio fondamentale e invece l’hanno buttata in cacciare. Stessa cosa sta facendo il fronte del No con slogan come "se voti Sì sei come Casapound”. Lo ritegno offensivo per l’intelligenza dei cittadini.

Lei fu un prima linea nel 2016: vede delle correlazioni?

Ricordo sempre le parole di Calamandrei che diceva che bisogna guardare la Costituzione con una vista presbite e non miope. E invece si guarda al contingente, al consenso presente, come avvenne d’altronde nel 2016. Non credo che se vince il Sì finisce la democrazia o che se vince il No non cambierà mai nulla. Ma dobbiamo parlare del merito, non di altro.